Lavoro subordinato o parasubordinato 2019: contratto e differenti tutele

Pubblicato il 19 Febbraio 2019 alle 12:05 Autore: Claudio Garau

Che cosa intendiamo per lavoro subordinato e parasubordinato, quali sono i diritti e le tutele previsti per il lavoratori e come si distinguono tra loro.

Lavoro subordinato o parasubordinato 2019, contratto e differenti tutele
Lavoro subordinato o parasubordinato 2019: contratto e differenti tutele

Vediamo perché è necessario distinguere con chiarezza tra lavoro subordinato e parasubordinato. Differenti infatti sono le tutele e i diritti per i lavoratori dell’una o dell’altra area. Analizziamo la situazione più da vicino.

Lavoro subordinato: che cos’è secondo la legge italiana

Il lavoro dipendente in Italia è tutelato da un apparato normativo vario e capace di offrire congrui diritti al lavoratore assunto in azienda: ecco perché talvolta le aziende cercano di aggirare i vincoli normativi a favore del lavoratore, attraverso
l’applicazione di diverse tipologie contrattuali mirata ad ottenere più flessibilità, meno vincoli e anche meno costi.

Appare allora opportuno dare una definizione di lavoro subordinato. Esso si applica laddove un lavoratore sia assunto nell’organico dell’azienda, (in modo fisso e stabile) con contratto di lavoro subordinato o dipendente. Il lavoratore dipendente o subordinato sarà tenuto a impiegare il proprio tempo, le proprie energie e le proprie competenze a favore delle direttive e degli obiettivi aziendali, dietro pagamento di una retribuzione. Vediamo quindi come la legge disciplina in modo rigoroso e nitido questa tipologia contrattuale, prevedendo un bilanciamento di diritti e doveri in capo al lavoratore.

Lavoro subordinato: la tutela del lavoratore assunto e il principio di indisponibilità del tipo contrattuale

Spesso nella realtà aziendali si è avuta la prassi di mascherare rapporti subordinati nella sostanza, con forme contrattuali differenti (a volte anche con vere e proprie partite IVA). Ciò al fine di evitare i maggiori costi derivanti dall’assunzione in via subordinata e per assicurare al datore di lavoro maggiore flessibilità. La legge però, in tutela del lavoratore, impedisce che le parti del contratto di lavoro possano in assoluta libertà dare al contratto le forme che vogliono, quando gli aspetti sostanziali delle mansioni riconducono al lavoro subordinato. Tale divieto si chiama principio di indisponibilità del tipo contrattuale. Esso garantisce l’equiparazione tra mansioni sostanziali e forme contrattuali. In caso tale equiparazione non vi sia, il dipendente ben potrà rivolgersi all’Ispettorato del Lavoro, al fine di denunciare lo scorretto inquadramento del rapporto di lavoro; inoltre potrà adire il giudice del lavoro per far sì che quest’ultimo accerti il vincolo subordinato del rapporto.

Tante in effetti sono le tutele previste dalla legge, a favore del lavoratore subordinato, tra esse: obbligo di paga mensile minima, obbligo di pagamento di contributi, rispetto delle norme in materia di ferie, straordinari ecc.

Lavoro subordinato: quali sono tratti distintivi secondo la giurisprudenza

Prima di soffermarci anche sulla cosiddetta parasubordinazione, appare opportuno menzionare qualche criterio guida, elaborato dalla giurisprudenza nel corso degli anni, al fine di inquadrare con precisione il lavoro subordinato. I giudici hanno sancito che, per aversi subordinazione (e diritto quindi alle correlate tutele), occorre la sussistenza del potere direttivo del datore di lavoro. Ciò significa che il lavoratore deve rispettare ordini, istruzioni e scadenze dettate dal proprio capo. Inoltre dovrà sussistere potere di controllo: l’azienda supervisionerà l’esecuzione della prestazione lavorativa. Altri elementi imprescindibili saranno il potere disciplinare in caso di infrazioni alle regole aziendali; l’inserimento nell’organigramma; l’orario di lavoro fisso e la paga minima mensile. A tali prerogative in capo all’azienda, faranno da contrappeso i già accennati diritti del lavoratore, ben garantiti dalla giurisprudenza e da norme come quelle contenute nello Statuto dei lavoratori.

Lavoro subordinato: il caso della parasubordinazione, le sue caratteristiche e le tutele

Chiarito che cos’è il lavoro subordinato, poniamo ora attenzione al cosiddetto lavoro parasubordinato, degno anch’esso di riconoscimento e tutela, e capiamo perché è differente. Esso può definirsi come una sorta di ibrido, di via di mezzo tra lavoro autonomo e subordinato in senso stretto. In base alla legge, può trarsi che il lavoro parasubordinato presenta un dovere di coordinamento e quindi di collaborazione stretta con il committente, pur in mancanza di potere direttivo; esso poi è continuo nel tempo e non ha un obbligo di sede fissa o di orario fisso.

Al fine di rafforzare le tutele per i lavoratori parasubordinati, sono state varate nel tempo norme, le quali hanno maggiormente protetto tale tipologia di contratto. Tra esse, menzioniamo quelle che hanno introdotto la tutela previdenziale e in caso di malattia ed infortunio. Esse hanno avvicinato il lavoro parasubordinato al piano di tutele previste per il lavoro dipendente in senso stretto.

In particolare, una norma del cosiddetto Jobs Act ha posto un freno alla prassi di chi ha usato il parasubordinato per coprire il lavoro subordinato. Si tratta della disposizione che impone, dal primo gennaio 2016, di applicare la normativa sul lavoro subordinato anche ai rapporti di collaborazione che abbiano le caratteristiche di essere personali, continuativi e le cui modalità di svolgimento siano eterodeterminate dal committente anche con riferimento ai tempi e luoghi di lavoro. Pertanto pur trattandosi di lavoro con collaborazione parasubordinata, in queste circostanze avremo una equiparazione di diritti e tutele.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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