08/08/2019

Abolizione Bonus 80 euro: Lega “superiamo Bonus Renzi”

autore: Guglielmo Sano
Abolizione Bonus 80 euro: Lega "superiamo Bonus Renzi"
Abolizione Bonus 80 euro: Lega “superiamo Bonus Renzi”

Il Bonus 80 euro di renziana memoria è da tempo nel mirino del governo: dopo alcune recenti dichiarazioni del vicepremier Matteo Salvini e di altri esponenti leghisti di spicco in occasione di un incontro con le parti sociali sembra ormai destinato a scomparire, almeno nella sua forma attuale.

“Superare” il Bonus 80 euro

Di “superamento” del Bonus 80 euro, per esempio, ha parlato anche il viceministro all’Economia leghista Massimo Garavaglia, intendendo con questa espressione una sua “trasformazione in decontribuzione”. In pratica, se oggi il bonus Renzi compare in busta paga tra le competenze, cioè quello che si guadagna, verrebbe “spostato” per ridurre le trattenute, tutte quelle voci che diminuiscono l’importo dello stipendio.

Nonostante tutte le anime di governo sembrano d’accordo sulla rottamazione della misura, in realtà non è ancora per niente chiaro in che modo quest’ultima prenderà forma: praticamente, non è ancora chiaro se il bonus si tramuterà in decontribuzione, come vorrebbe Garavaglia appunto, detrazione o in un altro tipo di bonus fisso. Una cosa appare certa, invece: la maggioranza gli cambierà il nome cercando di mantenerlo comunque ben “visibile”.

Da cosa potrebbe essere sostituito?

Ad oggi, in realtà, l’ipotesi maggiormente percorribile sembra quella della trasformazione del bonus 80 euro in una detrazione fiscale. Se alla fine si scegliesse di intraprendere questa strada è chiaro come l’importo della misura non potrebbe essere uguale per tutti: d’altronde, per usufruire di una detrazione bisogna avere un debito col Fisco, cosa che difficilmente accade a chi è in una fascia di reddito bassa.

Insomma, gli esperti hanno fornito stime con cifre diversa ma pare ormai evidente che, se si optasse per la trasformazione del bonus in detrazione, coloro che guadagneranno tra gli 8mila e i 10-13mila euro l’anno difficilmente potranno beneficiare dell’intero importo previsto attualmente, cioè 960 euro all’anno. Inoltre, nell’iniziativa governativa si vorrebbero far valere gli 80 euro anche a fini contributivi, il che oggi non è previsto: una mossa che necessiterebbe, però, dello stanziamento di ulteriori risorse, forse ben 4 miliardi in più.  

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Autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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