09/08/2019

Categorie protette 2019: lavoro, concorsi e chi sono. Ecco la l.68/99

autore: Claudio Garau
Categorie protette 2019 lavoro, concorsi e chi sono. Ecco la l.6899
Categorie protette 2019: lavoro, concorsi e chi sono. Ecco la l.68/99

Facciamo luce sulle categorie protette e sul loro inquadramento normativo. Spesso sono nominate nel linguaggio della cronaca e nella materia del lavoro, ma forse non pochi non sanno con esattezza chi sono. Vediamolo.

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Categorie protette: qual è la fonte di riferimento e come sono tutelate

La legge prescrive specifiche quote riservate alle categorie protette, ovvero una quantità minima di posti di lavoro espressamente riservati ad esse, in base alla dimensioni dell’azienda. Inoltre esistono specifici annunci di lavoro che riportano le seguenti parole: “annuncio riservato alle categorie protette“. Le categorie protette sono insomma ampiamente e doverosamente garantite, quanto alla possibilità di avere comunque un’occupazione stabile.

La fonte normativa di riferimento essenziale, per le categorie protette 2019, è la legge n. 68 del 1999, inerente le “Norme per il diritto al lavoro dei disabili”, ed esplicitamente mirata a regolare ed organizzare l’inserimento delle persone disabili o con vari tipi di minorazioni fisiche e/o psichiche nel mondo del lavoro. In effetti l’intento del legislatore dell’epoca è stato quello di tutelare comunque il diritto al lavoro anche per tutte le persone affette da minorazione fisica o psichica, in quanto tale minorazione non corrisponde necessariamente ad una esclusione totale delle capacità lavorative. In altre parole, tale legge è orientata alla tutela dei soggetti portatori di disabilità e  a favorire l’integrazione professionale delle categorie protette. Questo provvedimento, dal lato pratico, pone quindi servizi di sostegno e di collocamento mirato per i lavoratori svantaggiati, in quanto disabili. Il collocamento mirato, di per sè, è fondato su una valutazione formale delle capacità lavorative degli appartenenti alle categorie protette 2019, in modo da prevedere per loro un posto e un luogo di lavoro idoneo all’handicap di cui sono portatori.

Chi sono?

A questo punto, vediamo in sintesi chi fa parte delle cosiddette categorie protette 2019. L’articolo 1 della legge n. 68 del 1999 chiarisce quali sono i requisiti dei lavoratori, inclusi nelle categorie protette. Sono diversissime le tipologie di disabilità tutelate, nell’intento di garantire un alto numero di soggetti. Per esempio, abbiamo persone affette da invalidità fisica o psichica o portatori di handicap intellettivo con conseguente riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%; invalidi del lavoro con un grado di invalidità superiore al 33%; invalidi di guerra; sordomuti e ciechi; ma anche persone considerate tra le categorie protette per ragioni “esterne”, ovvero vittime di terrorismo e criminalità organizzata. Al fine di poter far valere questo status speciale tutelato, vale l’obbligo di presentare una certificazione sottoscritta dalle commissioni apposite delle Aziende Sanitarie Locali (ASL), le quali pongono anche tempistiche e modi per gli accertamenti successivi circa la permanenza dell’invalidità. Nel caso specifico di invalidità legata ad incidente sul posto di lavoro, occorrerà un accertamento certificato dall’INAIL. In sintesi, per poter avvalersi delle agevolazioni categorie protette 2019, è necessario comunque poter provare formalmente il proprio status.

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Inoltre, per poter rientrare nelle categorie protette 2019 ed iscriversi alle apposite liste speciali per il collocamento mirato e l’inserimento lavorativo, sono obbligatori ulteriori requisiti, più generali: età minima 15 anni; non aver raggiunto l’età pensionabile; essere disoccupati; e, ovviamente, la certificazione di invalidità civile. Per compiere l’iscrizione agli elenchi del Servizio per l’Occupazione dei disabili, l’interessato dovrà fare riferimento al Centro per l’Impiego della città di residenza.

In conclusione, circa l’argomento concorsi, tutti coloro che sono parte delle categorie protette 2019 e sono iscritti ai relativi elenchi o liste, hanno alcune agevolazioni speciali nei concorsi pubblici. A parte la possibilità che le PA bandiscano concorsi pubblici espressamente riservati ad esse, i disabili si avvalgono delle stesse quote d’obbligo già previste per i datori di lavoro privati. Inoltre, gli iscritti agli elenchi possono talvolta beneficiare di un tempo extra per lo svolgimento della prova di concorso. E, chi ha una percentuale di invalidità superiore all’80%, non è obbligato a sostenere l’eventuale prova preselettiva prevista dal bando di concorso.

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Autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità. Cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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