Pubblicato il 19/08/2019 Ultimo aggiornamento: 23 Agosto 2019 alle 17:44

Simon Gautier è morto: ritrovato il corpo in un burrone, “ritardi nei soccorsi”

autore: Guglielmo Sano
Simon Gautier è morto: ritrovato il corpo in un burrone, “ritardi nei soccorsi”

Ritrovato il corpo esanime del giovane escursionista francese Simon Gautier: era scomparso il 9 agosto mentre si trovava in Cilento. Non si esclude che si siano verificati di errori che hanno ritardato le ricerche.

Simon Gautier: la telefonata dopo un incidente

Simone Gautier era arrivato giovedì 8 agosto a Scario, la frazione più grande di San Giovanni a Piro, provincia di Salerno. Da lì il giovane francese si era diretto verso la spiaggetta della Molara: voleva fare una lunga camminata tra i sentieri della zona. Il suo percorso di trekking si interrompe poco prima delle 8 e 57 di venerdì 9 agosto: a quell’ora i carabinieri di Lagonegro, provincia di Potenza, ricevono la sua richiesta di aiuto. Simon dice di essere francese e di essere caduto in un dirupo fratturandosi entrambe le gambe: purtroppo, non sa fornire altra indicazione se non quella di vedere il mare. I carabinieri passano la chiamata al 118 e avviano le ricerche.

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Nel frattempo, gli operatori del pronto soccorso cercano di sapere qualche informazione in più dal ragazzo: anche se confuso per il dolore riesce a dire di essere partito da Policastro con l’intenzione di dirigersi verso Napoli. Dunque, Simon non sembra trovarsi in territorio lucano ma campano. Viene avvisato il soccorso alpino ma non i carabinieri, dal 118 pensano siano già a conoscenza delle informazioni che il giovane ha appena riferito. Nel frattempo, il giovane sembra aver perso i sensi: non risponde alle chiamate né degli operatori del pronto soccorso né dei carabinieri, non attiva neanche l’sms alert del soccorso alpino (un messaggio con un link: basta cliccarlo perché avvenga una localizzazione).

Indagini sulla macchina dei soccorsi

I carabinieri hanno cercato di localizzare il giovane attraverso le celle: il cellulare di Simon Gautier si era agganciato su diverse che, tra l’altro, coprivano un territorio di 143 chilometri quadrati. Insomma, una zona troppo vasta per le ricerche in elicottero. Amici e parenti, dal canto loro, non sanno fornire informazioni utili: Simon non aveva parlato del suo itinerario a nessuno. Nessun dettaglio si riesce a trovare dalle immagini delle telecamere, dai camping, nemmeno dal suo pc personale, anche se la zona delle ricerche viene ristretta. Nella serata di venerdì 9 agosto il cellulare di Simon si spegne: ora le ricerche proseguono praticamente alla cieca in un territorio a dir poco impervio.

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Le indagini procedono lentamente, fino a quando non si scopre che si era accampato alla spiaggia della Molara; considerando che il suo telefono si era acceso alle 6 e 30, si disegna un perimetro ipotizzando che distanza avrebbe potuto coprire fino alla telefonata delle 8 e 57. Quindi, alle 19 e 30 di domenica 18 agosto, la tragica scoperta in un profondo crepaccio nella zona del Belvedere di Ciolandrea.

Le procure di Lagonegro e Vallo della Lucania ora stanno indagando sulla macchina dei soccorsi: secondo la stampa francese il primo elicottero per le ricerche si sarebbe alzato solo dopo le ore 12 del 10 agosto, la famiglia sarebbe stata avvertita solo il 12 agosto, il comune di Policastro avrebbe diffuso i video di Simon che hanno permesso ai testimoni di localizzarlo sulla spiaggia della Molara solo una settimana dopo la scomparsa. Su tutti i dubbi spicca quello relativo al perché la sua prima chiamata non fosse geolocalizzabile: “assurdo che le chiamate d’emergenza siano prive del sistema” ha detto a tal proposito Mario Balzanelli, presidente della Società italiana 118.

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Autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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