Pubblicato il 21/08/2019 Ultimo aggiornamento: 24 Agosto 2019 alle 18:08

Consultazioni Mattarella 2019: quando scattano e cosa può fare il PdR

autore: Alessandro Faggiano
Consultazioni Mattarella 2019: quando scattano e cosa può fare il PdR

Oggi, 21 agosto, cominciano le consultazioni del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con i leader dei partiti politici con rappresentanza parlamentare. La crisi di governo si è consumata definitivamente nell’ultima seduta al Senato, del 20 agosto. A Palazzo Madama, Giuseppe Conte ha annunciato che “qui finisce l’attività del governo”. Affiancato da Di Maio e Salvini tra gli scranni riservati all’esecutivo, il primo ministro – che ha già rimesso il mandato nelle mani di Mattarella – ha lanciato una serie di forti attacchi – non per tono, ma per contenuto – nei confronti del ministro dell’Interno. Giuseppe Conte ha ricevuto non solo l’ovazione dei pentastellati, ma anche il supporto, in determinati momenti, del gruppo dei dem.

Consultazioni di Mattarella 2019: cosa farà il presidente della Repubblica

Sergio Mattarella cercherà, secondo le sue prerogative costituzionali, di trovare una maggioranza alternativa a quella gialloverde. Come si sa, l’ipotesi che ha preso più piede è quella dell’alleanza giallorossa, composta da M5S e PD con appoggio esterno di LeU. Mattarella ascolterà i principali leader di partito, invitando al dialogo e all’intesa. Il “gialloverde bis” sembra per ora l’ipotesi più lontana, nonostante Salvini abbia ritirato – forse simbolicamente – la sfiducia nei confronti del premier Conte.

Quel che è certo, è che Mattarella avrà in mente – come prima opzione – quella di facilitare un’alleanza di carattere politico, per un esecutivo che possa durare per tutto il resto di questa XVII legislatura. Impresa certamente ardua, considerate le forti differenze tra le parti in gioco, e che alla fine della legislatura manchino ancora quattro anni. La maggior parte dei leader politici parla di un governo di scopo (o istituzionale), che si occupi della legge di bilancio del 2020 per disinnescare le clausole di salvaguardia, che farebbero schizzare l’IVA al 25,2% (quella ridotta al 10% passerebbe al 13%). Non si è parlato nemmeno tanto di una riforma della legge elettorale. Per ora, non sembra essere una priorità.

È certo che da oggi, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella tornerà a giocare un ruolo di primo piano. L’attenzione si sposta così da Palazzo Chigi al Quirinale.

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Autore: Alessandro Faggiano

Caporedattore di Termometro Sportivo e Termometro Quotidiano. Analista politico e politologo. Laureato in Relazioni Internazionali presso l'Università degli studi di Salerno e con un master in analisi politica conseguito presso l'Universidad Complutense de Madrid (UCM).
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