Pubblicato il 21/08/2019 Ultimo aggiornamento: 24 Agosto 2019 alle 11:33

Multa auto 2019: interessi, importo per sanzione e quando aumenta

autore: Guglielmo Sano
Multa auto 2019: interessi, importo per sanzione e quando aumenta

Non pagando una multa, dopo qualche anno, si potrebbe ricevere una cartella esattoriale che impone di pagare una cifra anche del doppio più alta rispetto all’importo iniziale. Come accertarsi che gli interessi sulle sanzioni siano stati calcolati in modo corretto dall’Agenzia di Riscossione?

Multa auto: in base a cosa lievita l’importo?

L’importo di una multa stradale cresce in base al tempo trascorso dalla notifica. D’altra parte, se la multa viene pagata entro 5 giorni dalla notifica si potrà pagare con uno sconto del 30% su un importo di per sé già ridotto. Invece, nei 55 giorni successivi alla notifica, dal sesto giorno fino al 60esimo, si potrà pagare la multa sempre con importo ridotto ma senza usufruire dello sconto. Detto ciò, è dal 61esimo giorno in poi bisognerà pagare la multa per il suo importo pieno.

Quest’ultimo è pari alla metà del massimo edittale che a sua volta è il quadruplo del minimo edittale; in pratica, ogni sanzione prevede un importo minimo e un importo massimo da pagare: per calcolare l’importo da pagare bisognerà prendere il limite minimo previsto in base all’infrazione del codice della strada moltiplicarlo per quattro e poi dividerlo per due.

Per evitare errori nella quantificazione dell’importo da versare – così da evitare di vedersi recapitare una cartella con l’importo residuo da saldare – è consigliabile recarsi presso il comando di polizia responsabile dell’elevazione del verbale e farsi fare il suddetto calcolo oppure richiedere la quantificazione dell’importo da versare tramite Pec.

Bisogna tenere in considerazione anche gli interessi

Oltre al tempo trascorso dalla notifica, a fare lievitare l’importo di una multa concorrono anche gli interessi. Sono una voce che pesa particolarmente sull’importo di una multa non pagata: vengono applicati con un tasso del 10% ogni sei mesi, quindi, due volte all’anno. Considerando che spesso la cartella di riscossione arriva in prossimità della prescrizione – che scatta dopo 5 anni – può capitare che gli interessi siano stati applicati addirittura 10 volte, facendo diventare esorbitante la cifra dovuta inizialmente.

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Autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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