Pubblicato il 21/08/2019 Ultimo aggiornamento: 24 Agosto 2019 alle 11:46

Governo M5S-Pd: no Conte-bis e discontinuità di programmi. I paletti Pd

autore: Giuseppe Spadaro
Governo M5S-Pd: no Conte-bis e discontinuità di programmi. I paletti Pd

In questo nostro articolo abbiamo parlato dei numeri di un eventuale Governo M5S-Pd-Leu. Ma quello della maggioranza parlamentare è solo uno degli aspetti da affrontare in ordine alle possibile nascita di un un nuovo esecutivo. Perché, come dimostra la fine anticipata dell’esperienza del governo giallo-verde, è fondamentale trovare una coesione programmatica su cui fondare la nuova esperienza di governo.

Governo M5S-Pd, mandato pieno e all’unanimità per il segretario Zingaretti

Nel corso della mattinata odierna la direzione del PD ha dato all’unanimità pieno mandato al segretario Nicola Zingaretti di presentarsi alla consultazioni, da Mattarella, portando una linea di disponibilità alla formazione di un nuovo esecutivo. La relazione del segretario ha previsto alcuni punti programmatici che dovranno rappresentare una base per discutere col M5S, LeU e tutte le forze politiche disponibili.

Governo M5S-Pd, i punti fissati dal Partito Democratico

Un governo di legislatura secondo quanto prospettato dal Partito Democratico dovrebbe avere 5 punti fermi. Alla trattativa col MoVimento 5 Stelle il Pd si presenta con i seguenti 5 punti:

  • Appartenenza leale all’Unione europea
  • Pieno riconoscimento della democrazia rappresentativa, a partire dalla centralità del parlamento
  • Sviluppo basato sulla sostenibilità ambientale
  • Cambio nella gestione dei flussi migratori, con pieno protagonismo dell’Europa
  • Svolta delle ricette economiche e sociali, in chiave redistributiva, che apra una stagione di investimenti

Conte-bis? Le riserve del PD

Governo PD-5 Stelle – Si aspetta di conoscere a questo punto l’opinione e la posizione dei 5 Stelle. Dopo l’esperienza con la Lega, partorita con il contratto del “governo del cambiamento”, sarà interessante capire come i pentastellati intendono impostare – se le voci fossero confermate – la nuova avventura di governo.

Il Pd parla della necessità di un “governo della svolta”. Ma il Movimento 5 Stelle vorrà sicuramente evitare di ripetere quanto avvenuto in questi mesi di governo giallo-verde in cui la Lega ha eroso al Movimento tanti voti come dimostrato dai risultati delle elezioni europee.

C’è poi un’altra questione da affrontare legata al nome dell’ormai ex premier Giuseppe Conte. Si parla di un Conte bis ma c’è chi, come Rosy Bindi, nel PD afferma la necessità di una discontinuità. Tanto nei programmi quanto nei nomi. Sebbene il tema sarà oggetto di discussione durante le consultazioni, anche Nicola Zingaretti è apparso piuttosto determinato sul punto. Il Pd sembra dunque escludere dal novero delle possibilità un sostegno a Conte come premier del prossimo governo.

Cosa ne pensano i 5 Stelle e le altre forze parlamentari che sosterranno il nuovo esecutivo? Al momento non si sa. Va tuttavia precisato che con il discorso fatto in Senato durante la seduta del 20 agosto Conte ha recuperato forza soprattutto agli occhi dell’elettorato pentastellato che ha apprezzato i toni aspri con cui l’ex premier si è contrapposto dialetticamente a Salvini.

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Autore: Giuseppe Spadaro

Direttore Responsabile di Termometro Politico. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti (Tessera n. 149305) Nato a Barletta, mi sono laureato in Comunicazione Politica e Sociale presso l'Università degli Studi di Milano. Da sempre interessato ai temi sociali e politici ho trasformato la mia passione per la scrittura (e la lettura) nel mio mestiere che coltivo insieme all'amore per il mare e alla musica.
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