Pubblicato il 20/08/2019 Ultimo aggiornamento: 23 Agosto 2019 alle 23:10

Governo Pd-5 Stelle e dimissioni Conte, lo scenario probabile e numeri

autore: Giuseppe Spadaro
Governo Pd-5 Stelle e dimissioni Conte, lo scenario probabile e numeri

Nel giorno della cosiddetta parlamentarizzazione della crisi, presso l’Aula del Senato dove era nato il Governo Conte, si ragiona anche in termini numerici. Perché se da un lato è vero che a seguito delle annunciate dimissioni di Conte la parola toccherà a Mattarella è anche vero che qualsiasi ipotesi circa la nascita di nuovi esecutivi va suffragata con i numeri parlamentari.

Governo PD-5 Stelle, le due opzioni possibili di governi istituzionali

Tra gli scenari possibili maggiormente presi in considerazione in queste ore vi è certamente quello di un nuovo esecutivo che raccolga il sostegno del MoVimento 5 Stelle e del PD e di altre eventuali forze parlamentari. C’è una prima opzione che vedrebbe aggiungersi ai voti del PD solo quelli di LeU. E c’è una seconda strada che punterebbe ad un accordo più ampio che di fatto terrebbe fuori solo la Lega a cui potrebbero aderire: M5S, PD, Forza Italia e LeU. Una sorta di governo istituzionale con alcuni punti del programma ben fissati, da approvare prima del ritorno alle urne.

Governo PD-5 Stelle, i numeri

In passato la nascita o la sopravvivenza degli esecutivi è rimasta spesso in dubbio per i numeri del Senato. È dunque opportuno chiedersi se un ipotetico Governo PD-5 Stelle avrebbe i numeri per governare e raggiungerebbe la maggioranza parlamentare sia in Senato che alla Camera. La risposta è affermativa. Sia un governo M5S-Pd-Forza Italia-LeU che un governo M5S-Pd-LeU avrebbe la maggioranza sufficiente per governare.

Il PD tra Zingaretti e Renzi

Governo PD-5 Stelle – C’è tuttavia una annotazione da fare che riguarda il Partito Democratico. La crisi di governo ha certamente restituito centralità alla figura dell’ex premier ed ex segretario del PD Renzi che può contare su un forte ascendente sui gruppi parlamentari dei dem. La posizione di Renzi, in alcune fasi, non è sembrata non perfettamente coincidente con quella dell’attuale segretario in carica del PD Nicola Zingaretti. Per esempio Renzi si è detto subito contrario ad un ritorno alle urne. Entrambi hanno parlato della volontà di mantenere coeso e unito il PD. Resta da vedere se a fronte dei prossimi sviluppi della crisi, il clima di concordia resterà tale.

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Autore: Giuseppe Spadaro

Direttore Responsabile di Termometro Politico. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti (Tessera n. 149305) Nato a Barletta, mi sono laureato in Comunicazione Politica e Sociale presso l'Università degli Studi di Milano. Da sempre interessato ai temi sociali e politici ho trasformato la mia passione per la scrittura (e la lettura) nel mio mestiere che coltivo insieme all'amore per il mare e alla musica.
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