Pubblicato il 05/09/2019

Pensione minima giovani: requisiti, a chi spetta e decreto

autore: Claudio Garau
Pensione minima giovani: requisiti, a chi spetta e decreto
Pensione minima giovani: requisiti, a chi spetta e decreto

Si tratta di una novità non di poco conto, per le giovani generazioni. Stiamo parlando della cosiddetta pensione minima, ovvero di quel trattamento pensionistico riservato a coloro che hanno cominciato a pagare i contributi a partire dal 1996. Vediamo di seguito quali sono i requisiti, i destinatari e quale iniziativa ha promosso tale rilevante novità.

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Pensione minima: perché?

In effetti non si tratta ancora di vera e propria legge specifica, ma di un progetto incluso nel documento di programma del governo M5S – PD, in cui – appunto – si trova anche la previsione di tale assegno minimo o base, che fungerà da integrazione al trattamento minimo. I motivi di questa iniziativa sono piuttosto evidenti: si trattava di tutelare maggiormente tutti gli appartenenti alle giovani generazioni, che hanno iniziato a versare contributi soltanto a partire dal 1996, e quindi con un metodo di calcolo del trattamento pensionistico fortemente sfavorevole. Secondo lo schema attuale, che appunto le forze politiche vorrebbero modificare, questi soggetti non hanno diritto al trattamento minimo, e neanche alla pensione di vecchiaia ordinaria (a partire dai 67 anni), se il trattamento pensionistico non è almeno equivalente a 687 euro al mese.

Pertanto, secondo l’attuale assetto normativo, debbono attendere ancora quattro anni, vale a dire il compimento dei 71 anni, per ottenere finalmente la pensione di vecchiaia contributiva. E questo requisito di età, in relazione alla variazione di vari fattori quali la speranza di vita, è destinato a crescere ulteriormente nel corso del tempo. Era insomma necessaria un’iniziativa specifica sul tema pensione minima.

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I possibili contenuti di questa pensione: chi sono i destinatari?

Al momento, come accennato, si tratta meramente di un progetto di pensione minima, il quale dispone un trattamento pensionistico mensile di almeno 650 euro, a partire dall’età pensionabile, destinato a tutti coloro che avranno versato contributi per almeno 20 anni. Secondo i dettagli di questo progetto, inoltre, è previsto un aumento della pensione minima per ogni ulteriore anno di contribuzione, oltre i 20 anni.

Com’è evidente, quello della pensione minima, è un progetto mirato a ridurre le diseguaglianze tra generazioni, anche dal lato pensionistico, e – secondo le intenzioni delle forze politiche del governo appena insediato – dovrebbe essere messo in atto con la legge di bilancio 2020. Vedremo quindi quali saranno gli effettivi sviluppi.

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Autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità. Cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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