Chi è Dario Franceschini, nuovo ministro beni culturali del governo Conte

Pubblicato il 5 Settembre 2019 alle 13:16 Autore: Daniele Sforza

Dario Franceschini è il nuovo ministro dei Beni Culturali e del Turismo del governo Conte bis. Ecco un suo breve profilo biografico.

Chi è Dario Franceschini, nuovo ministro beni culturali del governo Conte

Dario Franceschini è il nuovo ministro dei Beni Culturali e del Turismo e ricoprirà anche l’incarico di capodelegazione dei ministri del Partito Democratico, un ruolo “di premio” per aver intavolato e raggiunto l’accordo per il nuovo esecutivo con i pentastellati. Per Franceschini, nome notissimo della politica, il Ministero dei Beni Culturali non è certo una novità, visto che ne è stato già a capo durante i governi Renzi e Gentiloni. Andiamo a riepilogare la carriera di Dario Franceschini nel seguente profilo biografico.

Chi è Dario Franceschini, nuovo ministro dei Beni Culturali nel governo Conte-bis

Dario Franceschini nasce a Ferrara nel 1958 dal padre Giorgio, con un passato di partigiano cattolico e un’esperienza politica militata nella Democrazia Cristiana tra il 1953 e il 1958. Franceschini si laurea in Giurisprudenza all’Università di Ferrara e nel 1985 inizia a lavorare come avvocato civilista. La passione politica è tuttavia viva sin dagli anni del liceo, dove fonda l’Associazione Studentesca Democratica, ispirata ai valori cattolici e centristi. Non è un caso dunque che la sua prima esperienza politica confluisca nella Democrazia Cristiana, per la quale nel 1980 viene eletto consigliere comunale di Ferrara.

Alla fine degli anni Novanta diventa il vicesegretario nazionale del Partito Popolare Italiano, partito nato dalla defunta DC, che si presenta alle elezioni del 1994 non avendo però una direzione politica precisa. Per questo c’è un primo divorzio, che Franceschini compensa confluendo nel movimento dei Cristiano Sociali. L’esperimento centrista del Ppi non funziona e il movimento subisce delle scissioni, ma si concretizza l’aderenza all’area di centrosinistra. È per questo che Franceschini rientra nel gruppo, diventandone poi assieme a Enrico Letta vicesegretario nazionale.

Nel governo D’Alema II è nominato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle riforme istituzionali: il suo ruolo viene confermato anche nel governo Amato, per il quale segue, tra le altre cose, la legge elettorale, i cambiamenti al titolo V della Costituzione italiana e il diritto di voto per gli italiani che si trovano all’estero.

L’esperienza della Margherita

Nel 2001 fonda la Margherita, di cui è coordinatore dell’esecutivo nazionale. Dopo l’esperienza come membro dell’assemblea parlamentare dell’OCSE, passiamo alle elezioni politiche del 2006, dove si candida nell’Ulivo, la lista che include Margherita e Democratici di Sinistra. Per l’Ulivo viene eletto presidente del gruppo parlamentare alla Camera.

Nasce il Partito Democratico

Nel 2007 nasce il Partito Democratico e sotto la guida di Walter Veltroni ne assume la carica di vicesegretario nazionale, dopo aver dato le dimissioni dalla presidenza del gruppo L’Ulivo alla Camera. Alla fine degli anni Duemila diventa vicepresidente del Consiglio, mentre nel febbraio 2009, dopo le dimissioni di Veltroni, viene eletto nuovo segretario del partito. È con questo ruolo che porta il partito alle Europee 2009, conseguendo il 26,1% delle preferenze ed è un componente importante della trattativa che porterà alla fondazione del Gruppo europeo Socialisti e Democratici.

Dario Franceschini alle primarie PD del 2009

Nell’ottobre 2009 è il turno delle primarie PD: con lui ci sono anche Pierluigi Bersani e Ignazio Marino. Pur ottenendo il 34% dei voti, Franceschini si vede battuto da Bersani. Un mese dopo è nominato presidente del Gruppo Parlamentare PD alla Camera, dopodiché riunisce i suoi sostenitori nell’Area Democratica, che alle primarie PD del 2013 sostiene Matteo Renzi.

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Dario Franceschini: da Renzi-Gentiloni al Conte-bis

Sotto il governo Letta, dall’aprile del 2013 al febbraio del 2014 è nominato Ministro dei Rapporti con il Parlamento e il Coordinamento dell’attività di governo. Nello stesso mese del 2014 diventa ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo sotto il governo Renzi: la carica viene confermata anche nel successivo governo Gentiloni. Mercoledì 4 settembre 2019 viene annunciato ufficialmente come nuovo ministro dei Beni Culturali e del Turismo nel governo Conte bis.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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