Pubblicato il 06/09/2019

Flat tax abolita senza retroattività, quale scaglione si salva e fasce Irpef

autore: Giuseppe Spadaro
Flat tax abolita senza retroattività, quale scaglione si salva e fasce Irpef

Flat tax, materia fiscale e tasse sono tra i temi maggiormente all’attenzione dell’opinione pubblica in virtù della recente nascita del nuovo esecutivo Conte bis. Infatti è tutto da scoprire l’operato del governo giallo-verde anche in tema di tasse.

Flat tax, voci sulla abolizione del regime forfettario

Per offrire ragguagli in ordine a ciò che potrà accadere Tgcom24 ha riportato le parole di Antonio Canu, consigliere dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano. L’esperto ha ricordato che: “i regimi hanno validità annuale e le norme non possono essere retroattive. Quindi anche in caso di abolizione del regime forfettario, chi vi ha aderito pagherà le tasse della prossima dichiarazione dei redditi secondo quel regime, e nel 2020 rientrerà nelle aliquote ordinarie”.

Flat tax, regimi fiscali in vigore e di prossimo avvio

I possibili regimi fiscali, stando alle voci, sono due. Di cui uno si richiama al regime fiscale entrato in vigore l’anno scorso riservato alle partite Iva con un reddito entro i 65mila euro, per le quali è prevista una tassa forfettaria del 15% (e del 5% per chi avvia un’attività). Mentre il secondo, salvo novità, entrerà in vigore dal 1° gennaio 2020. Quest’ultimo riguarda chi ha ricavi compresi tra 65mila e 100mila euro: con una tassazione pari al 20%.

Secondo l’opinione del dottor Canu il secondo scaglione “non essendo entrato ancora in vigore è quello più a rischio. Bisogna considerare che il futuro governo dovrà cercare risorse importanti per sterilizzare l’Iva”.

Sappiamo e lo abbiamo detto più volte che scongiurare l’aumento dell’Iva sarà una delle prime e più difficili sfide per il nuovo governo che non a caso ha inserito l’argomento Iva, nel primo dei 26 punti del programma condiviso tra M5S-Pd-LeU.

Tasse, quale futuro?

Ma in caso di abolizione cosa accadrebbe? Ecco la risposta del consigliere dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano

Per i 410mila contribuenti che hanno aderito al regime entro i 65mila euro ci sarebbero conseguenze sensibili. Non bisogna dimenticare che il regime oltre all’aliquota agevolata ha eliminato una serie di adempimenti e consente di evitare l’obbligo della fatturazione elettronica. Gli eventuali costi di una cancellazione del regime agevolato si riverberebbero sugli utenti”.

Per l’esperto una abolizione rischia di indurre molti dei giovani per i quali era stata pensata e introdotta la misura a scoraggiarsi “dal tenere aperta una partita Iva e qualcuno potrebbe persino decidere entrare, o rientrare, nel sommerso”. Infine sempre secondo Canu: “il vantaggio per le entrate sarebbe modesto anche perché non a tutti conviene aderirvi. In quanto a fronte di un evidente vantaggio sul fronte dell’aliquota Irpef, c’è però il contrappeso dell’abolizione pressoché totale di detrazioni”.

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Autore: Giuseppe Spadaro

Direttore Responsabile di Termometro Politico. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti (Tessera n. 149305) Nato a Barletta, mi sono laureato in Comunicazione Politica e Sociale presso l'Università degli Studi di Milano. Da sempre interessato ai temi sociali e politici ho trasformato la mia passione per la scrittura (e la lettura) nel mio mestiere che coltivo insieme all'amore per il mare e alla musica.
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