Pubblicato il 09/09/2019

Istruzione obbligatoria in Italia per poter lavorare a 16 anni. Come funziona

autore: Claudio Garau
Istruzione obbligatoria in Italia per poter lavorare a 16 anni. Come funziona
Istruzione obbligatoria in Italia per poter lavorare a 16 anni. Come funziona

È risaputo che l’istruzione obbligatoria in Italia è una regola sancita dalla Carta Costituzionale. Però forse non a pochi potrebbe sfuggire quali sono i contorni esatti di questo obbligo, con riferimento all’eta minima e massima di frequentazione dell’istituto scolastico. Vediamo di fare chiarezza.

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Istruzione obbligatoria: il fondamento costituzionale e l’assetto normativo attuale

In merito a questo tema, appare doveroso riportare il testo dell’art. 34 Costituzione: “La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso“.

In base all’attuale assetto normativo in materia scuola, per istruzione obbligatoria intendiamo quel periodo di formazione ed insegnamento, impartito ad alunni e studenti dai 6 ai 16 anni di età. Si tratta insomma di istruzione continuativa, data per almeno 10 anni. Non si tratta però di mero obbligo di frequenza, ovvero di presenza a scuola a seguire le lezioni. Per adempiere in pieno all’istruzione obbligatoria, occorre anche conseguire un titolo di studio (per la scuola secondaria superiore) o una qualifica professionale triennale entro i 18 anni. Va rimarcato che l’attuale legislazione scolastica dispone che si frequenti la scuola dell’obbligo partendo da un’età minima di 6 anni. Com’è noto, inoltre, il sistema scolastico in Italia è organizzato in “fasi”, per cui una volta compiuta con profitto una di queste fasi, al termine di essa c’è un esame di idoneità per accedere alla fase di istruzione obbligatoria successiva.

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In sintesi, la legislazione scolastica italiana è fondata su alcuni provvedimenti essenziali, che è opportuno citare. Pertanto abbiamo la circolare ministeriale n. 101 del 2010, la quale obbliga gli studenti dai 6 ai 16 anni a frequentare la scuola; il decreto ministeriale n. 139 del 2007, che fissa di impartire l’insegnamento continuativo agli studenti per almeno 10 anni; infine, ugualmente rilevante è la legge n. 296 del 2006, per la quale lo studente deve ottenere – al fine di rispettare in pieno la regola dell’istruzione obbligatoria – un titolo di studio della scuola secondaria superiore o, a scelta, una qualifica professionale che duri almeno 3 anni.

Concludendo, è abbastanza chiaro che l’età per poter lavorare inizia al termine del periodo della scuola dell’obbligo. Non lascia dubbi in proposito, la legge n. 977 del 1967, la quale ha stabilito che l’età minima per lavorare é fissata al momento in cui il ragazzo ha finito la scuola dell’obbligo e non può essere inferiore a 15 anni. È quindi ammesso che il sedicenne, che abbia terminato regolarmente gli studi obbligatori, possa iniziare a lavorare.

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Autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità. Cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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