Pubblicato il 17/09/2019 Ultimo aggiornamento: 18 Settembre 2019 alle 22:56

Governo M5S-Pd: Salvini “all’estero non sarebbe successa cosa del genere”

autore: Alessandro Faggiano
Governo M5S-Pd: Salvini "all'estero non sarebbe successa cosa del genere"
Governo M5S-Pd: Salvini “all’estero non sarebbe successa cosa del genere”

Continuano senza sosta gli attacchi rivolti dal leader del carroccio, Matteo Salvini, nei confronti della coalizione M5S-PD-LeU. Dopo la crisi di governo innescata agli inizi di agosto (optando per la sfiducia nei confronti di Giuseppe Conte), l’ex ministro dell’Interno si è ritrovato all’opposizione e senza riuscire a forzare le elezioni anticipate.

La manifestazione di Pontida (il raduno annuale della Lega) ha mostrato la capacità di Salvini di mobilitare il suo elettorato. “Non ho mai visto così tanta gente in 26 anni che vengo qui”, assicurava il leader leghista. In un tweet, ringraziava “chi ieri ha fatto migliaia di chilometri per poter essere a Pontida. Uniti da nord a sud contro il governo anti-italiano: insieme si può!”

Salvini contro il governo M5S-PD: “all’estero non sarebbe mai potuto succedere”

Il leader della Lega ha voluto rimarcare, secondo la sua opinione, “che una cosa del genere all’estero non sarebbe mai potuta accadere” e che “per quanto si tratti di un governo formalmente legittimo, rimane nella sostanza il governo degli sconfitti“. Salvini cita indirettamente le esperienze recenti di Austria e Regno Unito, dove si è scelta la via del ritorno immediato alle urne piuttosto che la ricerca di una maggioranza alternativa.

L’attacco continua, assicurando che si tratta di un governo di poltronari che farà gli interessi dell’Europa e non degli italiani. Chiama alla gran mobilitazione per il 19 ottobre, data nel quale si potrebbe assistere ad una delle marce più grandi degli ultimi anni. In una recente diretta Facebook, Salvini afferma che sia “in corso un furto della democrazia. La minoranza sta cercando di rientrare dalla finestra dopo che gli italiani li hanno cacciati dalla porta. L’unico collante sono le poltrone.” Poi, la “chiamata alle armi” per la manifestazione che dovrebbe essere sostenuta da tutte le forze politiche di centrodestra. “Sabato 19 ottobre sarà la giornata dell’orgoglio della maggioranza operosa, che non va a fare casino ma che vuole un governo che non nasce la notte a Parigi o Bruxelles e che per questo viene ricompensato”

Autore: Alessandro Faggiano

Caporedattore di Termometro Sportivo e Termometro Quotidiano. Analista politico e politologo. Laureato in Relazioni Internazionali presso l'Università degli studi di Salerno e con un master in analisi politica conseguito presso l'Universidad Complutense de Madrid (UCM).
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