Pubblicato il 03/10/2019 Ultimo aggiornamento: 4 Ottobre 2019 alle 22:54

Pensioni ultima ora: aumento requisiti, nel 2021 5-6 anni in più a lavoro

autore: Giuseppe Spadaro
Pensioni ultima ora: aumento requisiti, nel 2021 5-6 anni in più a lavoro

Pensioni ultima ora: l’entrata in vigore di Quota 100 non dovrebbe subire mutamenti o modifiche sino al 2021. Così come previsto sin dalla sua introduzione (decreto n. 4/2019), la pensione anticipata per chi ha 62 anni di età e 38 anni di contributi versati è in vigore e sarà valida per i lavoratori che raggiungeranno tali requisiti sino al 2021.

Quota 100, nessuna modifica da esecutivo in carica

Dopo l’insediamento del nuovo esecutivo, con l’arrivo del Governo Conte bis, si è anche vociferato della possibilità di una abrogazione o cancellazione parziale della misura. L’eventualità è stata tuttavia smentita da autorevoli esponenti del governo in carica, come il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Pertanto per i prossimi anni tutto resterà uguale.

Pensioni ultima ora, cosa succederà nei prossimi anni?

Cosa succederà dopo? Al momento, per quanto manchi molto tempo, sembra improbabile una proroga di Quota 100. È più plausibile che la maggioranza composta da Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Liberi e Uguali e Italia Viva dia corso a nuove misure previdenziali, diverse nella impostazione dalla stessa Quota 100.

Tutto ciò, dal 2021 in poi, darà luogo ad una notevole differenza in termini di opportunità rispetto all’uscita dal mondo del lavoro tra persone che – pure a fronte di una minima differenza di età (anche solo 1 mese) – vedranno differito l’accesso all’età pensionabile di alcuni anni. Il quotidiano economico Il Sole 24 Ore riporta l’esempio limite di due lavoratori che con un solo mese di differenza di età (e gli stessi anni di contributi versati) rischiano di in pensione a distanza di 4 o 5 anni a seconda che scelgano la pensione anticipata o la pensione di vecchiaia.

Pensione e stipendi

Pensioni ultima ora – Di conseguenza gli autori dell’articolo, Davide Colombo e Marco Rogari, propongono alcune domande. «Nel 2022, in assenza di nuove regole di flessibilità generalizzate, quanti saranno gli “esodati di Quota 100”? E quanto costerà la loro salvaguardia? E le clausole Iva da disinnescare, nel frattempo, a quanto ammonteranno?».

Domande a cui dovrà provare a dare risposta il governo giallorosso.

Tornando alla differenza di trattamento tra i due lavoratori presi ad esempio il quotidiano economico riferisce le parole di Antonietta Mundo in qualità di ex coordinatrice generale statistico-attuariale dell’Inps: «Con cinque anni di maggiori contributi e di età, e un coefficiente di trasformazione che stimiamo venga aggiornato ogni 24 mesi dopo il 2021, la sua pensione sarà più ricca di circa il 22%. E inoltre prenderà nei cinque anni di lavoro in più uno stipendio più alto della pensione del suo collega quotista, il quale negli stessi cinque anni non potrà cumulare reddito da lavoro con il suo assegno Inps».

Autore: Giuseppe Spadaro

Direttore Responsabile di Termometro Politico. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti (Tessera n. 149305) Nato a Barletta, mi sono laureato in Comunicazione Politica e Sociale presso l'Università degli Studi di Milano. Da sempre interessato ai temi sociali e politici ho trasformato la mia passione per la scrittura (e la lettura) nel mio mestiere che coltivo insieme all'amore per il mare e alla musica.
Tutti gli articoli di Giuseppe Spadaro →