Partita Iva colf e badanti 2020 o contratto di assunzione: le differenze

Pubblicato il 16 Ottobre 2019 alle 13:30 Autore: Guglielmo Sano

Sembra che colf e badanti che lavorano con Partita Iva siano in aumento: la Cgil di Modena ha evidenziato i tratti perversi del fenomeno

uomo aiuta anziano
Partita Iva colf e badanti 2020 o contratto di assunzione: le differenze

Sembra che colf e badanti che lavorano con Partita Iva siano in aumento: la Cgil di Modena ha evidenziato i tratti perversi del fenomeno che non conviene a nessuna delle parti in causa.

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Partita Iva colf e badanti: un fenomeno in aumento

Sempre più cooperative impiegano colf e badanti come liberi professionisti: la procedura non è “convenzionale” spiega la Cgil di Modena che, collaborando con la Guardia di Finanza, ha scoperto numerose Partite Iva fittizie nel settore. Un libero professionista infatti presta servizio nelle modalità e nelle tempistiche che più gli convengono anche se in corrispondenza alle necessità dei clienti; ora, se si lavora alle stesse condizioni che potrebbero essere previste da un contratto di lavoro dipendente o similari (per esempio, si ha un unico “cliente” che però di fatto è il proprio datore di lavoro) si può parlare di Partita Iva fittizia.

Tra l’altro, in tal evenienza il libero professionista proverà tutti gli svantaggi dell’avere una Partita Iva e parallelamente non avrà alcuna tutela tra quelle previste dai contratti di lavoro. In sostanza, niente ferie pagate, niente permessi retribuiti, niente malattia, nessuna possibilità di richiedere trattamenti di disoccupazione, tutte cose previste nei contratti di lavoro dipendente, e in più dovrà pagare da sé le imposte e i contributi previdenziali, come fanno tutti i liberi professionisti.

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Non conviene né alle famiglie né ai lavoratori

Dunque, al di là dell’evidente irregolarità costituita dal lavorare come Partita Iva fittizia e dall’assumere – per così dire – una Partita Iva fittizia, la Cgil di Modena tiene a sottolineare come questo tipo di rapporto di lavoro non convenga economicamente né alle famiglie né a colf e badanti, oltre a non tutelare da molteplici rischi né l’una né l’altra parte in causa.

Insomma, la Partita Iva non è adatta ad un lavoro continuativo come quello di colf e badanti a meno che non sorgano particolari condizioni; si ponga per esempio il caso di un lavoratore o di una lavoratrice che si offra occasionalmente di pulire una stanza (il bagno), proponendo una tariffa base fissa, presso diverse abitazioni: ecco in un’evenienza del genere potrebbe aver senso operare da libero professionista.

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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