Reddito di cittadinanza: beneficiario morto, il caso del comune di Treviglio

Pubblicato il 11 Novembre 2019 alle 11:07
Aggiornato il: 12 Novembre 2019 alle 20:59
Autore: Daniele Sforza
Reddito di cittadinanza beneficiario morto
Reddito di cittadinanza: beneficiario morto, il caso del comune di Treviglio

Del reddito di cittadinanza si è spesso parlato nell’ultimo anno: la misura è stata considerata da più parti giusta, ma deficitaria nella sua struttura. Soprattutto rispetto alla finalità di far trovare il lavoro a chi lo ha perso, una volta ricevuto il sostegno economico. Il reddito di cittadinanza, tuttavia, fa rumore anche per notizie di cronaca, ovvero per le truffe che alcuni soggetti effettuano per ricevere il sussidio senza averne realmente diritto. E per alcuni cavilli non proprio chiari, come nel caso di beneficiari deceduti. In questo casi il reddito viene subito sospeso? E proprio in merito a questo, è da segnalare un caso che ha coinvolto alcune persone nel comune di Treviglio.

Reddito di cittadinanza: beneficiari morti, cosa succede

Il reddito di cittadinanza subisce una tempestiva interruzione nel caso in cui il beneficiario muoia. L’Inps ha chiarito un caso relativo al Comune di Treviglio, in provincia di Bergamo, dove risiedevano tre beneficiari del RdC deceduti negli ultimi 4 mesi. L’Istituto ha dunque precisato che non vi è stata alcuna erogazione indebita per queste persone, erogazione di cui avrebbero potuto godere soggetti terzi. I tre cittadini morti negli ultimi 4 mesi avevano il diritto di ricevere il RdC e quando avevano fatto la domanda erano in regola. “A decessi avvenuti l’erogazione del reddito di cittadinanza è stata interrotta”, chiarisce l’Inps. Infatti, quando muore un beneficiario del RdC, la notizia viene subito trasmessa all’Inps e registrata nelle apposite banche dati: “di conseguenza viene modificata la posizione della persona che non può più ricevere pagamenti”.

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L’Inps effettua i controlli, non solo sui beneficiari deceduti, ovviamente su chi percepisce il sussidio senza averne diritto. “I controlli incrociati dell’Istituto con le banche dati collegate sono massivi e preventivi rispetto all’accoglimento delle domande e la loro efficacia è dimostrata dal fatto che più di un quarto delle domande è stato respinto”.

Tra i beneficiari del reddito di cittadinanza nel comune di Treviglio, infatti, ve n’erano anche due che non erano residenti nel Paese. Le attività di monitoraggio degli uffici comunali, tramite l’incrocio dei dati, hanno portato a scoprire due casi di beneficiari del RdC residenti in altri comuni. “Abbiamo iniziato i controlli rilevando le prime discrepanze, segnalate all’Inps e alla Guardia di Finanza”, ha affermato il vice sindaco del paese Pinuccia Zoccoli Prandina.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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