Collare elettrico cani vietato: quando si può usare e requisiti

Pubblicato il 20 Novembre 2019 alle 10:53 Autore: Daniele Sforza
Collare elettrico cani vietato
Collare elettrico cani vietato: quando si può usare e requisiti

Il collare elettrico è un dispositivo finalizzato all’addestramento autonomo di un cane, ma funziona attraverso impulsi dolorosi che vanno a minare l’integrità psicofisica dell’animale. Per questo motivo c’è molta agitazione attorno all’utilizzo di questo collare elettrico, considerando peraltro che esistono diverse tipologie del dispositivo, verso cui la giurisprudenza è concorde nel vietarne l’utilizzo. E questo pur in assenza di un divieto normativo specifico nella vendita del prodotto e quindi, apparentemente, del suo utilizzo.

Collare elettrico e antiabbaio: le differenze

Abbiamo detto che esistono diverse tipologie di collare elettrico per cani. Il primo è un classico collare che ha lo scopo di trasmettere scosse di intensità variabile e durata, manovrabile a distanza (fino a 2 km) con l’apparente fine di educare e ammaestrare il cane. Questo dispositivo funziona tramite due elettrodi in metallo che si trovano a contatto con il corpo del cane. Manovrare l’impulso consente la trasmissione delle scosse.

C’è poi il collare elettrico antiabbaio, che se vogliamo è ancora più deleterio per l’animale, in quanto si mette in moto nel momento in cui le corde vocali del cane cominciano a vibrare. Lo scopo di questo dispositivo, dunque, è quello di impedire che l’animale faccia il suo verso, tramite delle scariche elettriche che tormentano il cane finché non smette di abbaiare.

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Collare elettrico antiabbaio è vietato?

La giurisprudenza si è spesso pronunciata su questo tipo di dispositivo. È significativa la sentenza n. 38034/2013 della Corte di Cassazione, che ha respinto il ricorso di un soggetto ritenuto colpevole dal Tribunale di Rovereto per aver maltrattato il proprio animale per mezzo di questo dispositivo. “L’uso di tale collare”, è la motivazione, “produce effetti difficilmente valutabili sul comportamento dell’animale, talvolta reversibili, altre volte permanenti, ma comunque considerabili maltrattamento”. Sempre la Cassazione (III Sez. Penale) si è espressa ulteriormente sul collare elettrico utilizzato come mezzo di addestramento con la sentenza n. 21932/2016, affermando che l’unico scopo di questo collare è addestrare l’animale tramite la sofferenza e la paura, incidendo così notevolmente sull’integrità psicofisica del cane.

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L’Enpa contro il collare elettrico

L’Enpa (Ente nazionale protezione animali) è sempre in prima fila contro l’utilizzo del collare elettrico. E sul proprio sito riporta la notizia della condanna in primo grado per maltrattamento di animali di un allevatore 48enne, reo di aver ucciso il proprio cane nel 2003 proprio con questo collare, processo nel quale lo stesso Enpa si è costituito parte civile. La Presidente nazionale dell’Ente Carla Rocchi ha affermato che “il collare elettrico è molto più diffuso di quanto si pensi ed è purtroppo acquistabile senza problemi”. Rocchi definisce tale dispositivo uno “strumento di tortura per gli animali” e auspica uno stop alla vendita di questi dispositivi, anche quelli che presentano il marchio CE. La sentenza che ha condannato l’allevatore crea comunque “un precedente che fa ben sperare”, ma ancora “non è abbastanza”. Per l’Ente, concludendo, “c’è ancora tanta ignoranza sul tema dei collari elettrici: dobbiamo dire con forza che usarli è illegale proprio perché rappresentano per i cani, sempre, una vera e propria tortura”.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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