Esame di Maturità 2020: test Invalsi obbligatorio, cosa cambia

Pubblicato il 26 Novembre 2019 alle 14:46 Autore: Daniele Sforza
Esame di Maturità 2020 test Invalsi obbligatorio
Esame di Maturità 2020: test Invalsi obbligatorio, cosa cambia

Esame di Maturità 2020, quali sono le principali novità da tenere a mente relative all’Esame di Stato del prossimo anno? Innanzitutto sono da elencare i criteri di ammissione e le condizioni necessarie per l’ammissione alla Maturità 2019-2020, che inizierà il 17 giugno 2020. Poi ci sono altri aspetti da valutare, come ad esempio il ritorno obbligatorio della traccia di storia, ma anche l’eliminazione del sorteggio delle tre buste. Le novità sono contenute nella circolare del Miur sul tema, ma ne ha parlato anche il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti.

Esame di Maturità 2020: test Invalsi obbligatorio

Parlando dei criteri di ammissione all’Esame di Stato, le prove Invalsi sono obbligatorie. Le prove scritte finalizzate alla valutazione dei livelli di apprendimento per l’anno scolastico in essere sarà dunque un requisito obbligatorio per essere ammessi alla Maturità 2020. Torna in auge, quindi, quanto stabilito nel Dlgs del 2017 relativo alla revisione degli Esami di Stato: l’obbligo sarebbe dovuto entrare in vigore già lo scorso anno, ma il ministro Bussetti decise per il rinvio all’anno successivo.

Esame di Stato 2020: cosa cambia, le novità principali

Oltre ai test Invalsi, i requisiti per essere ammessi all’Esame di Stato che restano invariati rispetto allo scorso anno riguardano l’alternanza scuola-lavoro, la frequenza scolastica e il rendimento generale. Come già scritto in quest’articolo, tornerà obbligatoria la traccia di storia (tra le tracce del tema scritto tipologia B), che lo scorso anno era stata abolita, mentre per quanto riguarda l’esame orale, lo studente dovrà partire analizzando una serie di materiali proposti dalla commissione. Lo scopo è quello di “verificare l’acquisizione dei contenuti e dei metodi propri delle singole discipline, la capacità di utilizzare le conoscenze acquisite e di collegarle per argomentare in maniera critica e personale anche utilizzando la lingua straniera”. Eliminato dunque il sorteggio delle tre buste che aveva fatto discutere lo scorso anno.

“Abbiamo fatto una correzione di rotta, con interventi solo formali e che quindi rispettano la struttura del colloquio e l’organizzazione dei tempi di preparazione dei ragazzi”, ha affermato Fioramonti, aggiungendo che “il sistema delle buste richiede tempo e risorse”. Si è dunque pensato ad “alleggerire il lavoro delle Commissioni che così potranno dedicarsi al meglio sull’esame vero e proprio”, che risulta essere “un passaggio fondamentale non solo di studio ma anche della vita”.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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