Contributi Inps fino al 1996 spariti: come recuperarli e calcolo

Pubblicato il 27 Novembre 2019 alle 12:42
Aggiornato il: 30 Novembre 2019 alle 09:09
Autore: Guglielmo Sano
Donna anziana
Contributi Inps fino al 1996 spariti: come recuperarli e calcolo

Dopo molti anni di lavoro è possibile cominciare a pensare alla pensione: cosa si può fare però se nel momento in cui si consulta l’estratto conto dei contributi Inps ci si accorge dell’assenza di alcuni periodi?

Contributi Inps: cosa fare se mancano

In generale, a un lavoratore che si accorge dell’assenza di alcuni periodi nel proprio estratto conto dei contributi Inps basterà segnalare la mancanza all’ente presentando la documentazione che testimonia l’attività lavorativa in quel lasso di tempo. Può però capitare che il datore di lavoro non li abbia proprio versati: in tal caso, anche se i contributi risultino ormai prescritti, il lavoratore può comunque riscattarli chiedendo una “costituzione di rendita vitalizia”.

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La richiesta di riscatto si può presentare in qualsiasi momento e non sono previsti dei requisiti minimi per presentarla. Va precisato a questo punto che per i periodi precedenti al primo gennaio 1996 il calcolo dell’onere da sostenere avverrà con il sistema retributivo che si basa su alcuni dati variabili (mentre per i periodi successivi al primo gennaio 1996, in base al sistema contributivo, basta applicare l’aliquota applicata alle ultime 52 settimane di lavoro – di solito il 32,70% – e poi moltiplicare il risultato per gli anni da riscattare).

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Inoltre va sottolineato che i contributi dei lavoratori dipendenti vanno in prescrizione dopo 5 anni dalla data in cui si sarebbero dovuti versare. Questo è quanto stabilito ed in vigore dal primo gennaio 1996, la Legge Dini. Trascorsi i 5 anni dal mancato versamento non è più possibile versarli. Però se la responsabilità del mancato versamento ricade sul datore di lavoro, per il lavoratore o i superstiti di quest’ultimo la prescrizione si allunga fino a 10 anni.

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Nel 2019 è entrata in vigore una nuova legge riguardante il riscatto dei contributi Inps, la cosiddetta Pace contributiva. Quest’ultima, tra le altre cose, prevede la possibilità di riscattare fino a 5 anni, anche non continuativi, di “vuoto” per chi andrà in pensione prima del 31 dicembre 2021. Da sottolineare, però, che non possono usufruire di questa possibilità coloro che hanno lavorato e versato i relativi contributi prima del 31 dicembre 1995: è chiaro che si intenda così agevolare i riscatti di coloro che ricadono completamente nel sistema di calcolo interamente contributivo.

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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