Costi di ricarica Wind: tagli 5 e 10 euro addio. Cosa cambia

Pubblicato il 3 Dicembre 2019 alle 15:33
Aggiornato il: 4 Dicembre 2019 alle 19:20
Autore: Guglielmo Sano
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Costi di ricarica Wind: tagli 5 e 10 euro addio. Cosa cambia

Le associazioni dei consumatori continuano a protestare contro i costi “nascosti” nelle ricariche degli operatori telefonici.

Costi di ricarica: il problema dei costi “nascosti”

Negli ultimi tempi si sono moltiplicate le rimostranze delle associazioni dei consumatori a proposito delle ricariche di Tim, Vodafone e Wind che – stando all’accusa – avrebbero reintrodotto i costi di ricarica banditi dal decreto Bersani risalente all’ormai lontano 2006. In pratica, i clienti dei maggiori operatori telefonici italiani, al momento di acquistare una ricarica presso un rivenditore fisico (tabaccherie e ricevitorie sostanzialmente), non si vedono accreditare l’intero importo poiché una parte viene usata per acquistare un servizio, di fatto, non richiesto.

Per fare un esempio pratico, se si fa una ricarica da 10 euro, si avranno solo 9 euro di credito telefonico, l’euro rimanente permetterà di accedere a un concorso a premi o di usufruire di Giga di internet, minuti ed sms aggiuntivi ma solo per un determinato – spesso breve – lasso di tempo.

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Wind elimina i tagli da 5 e 10 euro.

Nello specifico, ai clienti Tim che acquistano una Ricarica+ da 5 o 10 euro in tabaccheria verrà tolto un euro per partecipare ad un concorso a premi. Tuttavia, gli stessi si vedranno accreditati l’intero importo della ricarica se la effettueranno tramite app o sito. Più o meno uguale la situazione per i clienti Vodafone che acquistando i medesimi tagli di ricarica spendono un euro per ricevere 3 Gb per la navigazione, per così dire, in regalo. Stessa cosa per Tim. È possibile aggirare il pagamento di tale costo “occulto” effettuando la ricarica online o tramite app.

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Diversa, invece, la situazione per quanto riguarda Wind. Quest’ultimo operatore, infatti, non permette più, neanche tramite sito o app, di acquistare una ricarica con un taglio di 5 o 10 euro senza pagare un costo “nascosto”. Si dovrà necessariamente acquistare una ricarica di 4 euro o di un taglio da 11 euro a salire per evitare di cadere nel “tranello” avvertono sempre dalle associazioni dei consumatori.

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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