Pelle sintetica Hi-Tech. La nuova frontiera della realtà virtuale

Pubblicato il 6 Dicembre 2019 alle 08:15
Aggiornato il: 3 Gennaio 2020 alle 18:47
Autore: Giulia Magliacano

Pelle sintetica da applicare alla realtà virtuale. Una nuova tecnologia Hi-Tech che immerge ulteriormente il giocatore tramite sensazioni tattili.

Pelle sintetica Hi-Tech. La nuova frontiera della realtà virtuale
Pelle sintetica Hi-Tech. La nuova frontiera della realtà virtuale

John Rogers, della Northwestern University, insieme ad un team di ricercatori, ha realizzato un nuovo modello di rivestimento artificiale perfettamente aderente al corpo (capace di funzionare senza l’uso di fili o batterie) in grado di simulare la realtà delle sensazioni tattili.

Descritta anche su un numero di Nature, la “pelle sintetica” ha la forma di una sorta di “cerotto” sottile e non invasivo in grado di trasmettere, mediante accurati impulsi elettrici, vibrazioni che ci garantiscono una maggiore esperienza di gioco permettendoci di percepire sensazioni tattili derivanti da un combattimento o da una semplice stretta di mano.

In modalità ‘Wireless’, connesso mediante un dispositivo come uno smartphone o un tablet, il rivestimento misura 15×15 e possiede una capacità di distribuzione di stimoli/impulsi elettrici: all’interno di micro dispositivi, si convertono in vibrazioni sensoriali, senza il rischio di causare danni al corpo umano.

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Pelle sintetica Hi Tech: oltre la realtà virtuale

La pelle sintetica è un’innovazione non solo adattabile in ambito videoludico: essa infatti potrebbe rivestire protesi robotiche che consentirebbero all’individuo di percepire la forma degli oggetti che tocca. Un passo avanti della tecnologia che sicuramente potrà essere sfruttata in diverse occasioni: anche nei social media, immaginando due persone collegate al pc, “sfiorarsi a distanza” non è più un’utopia.

“È un risultato dalle prospettive molto interessanti, ottenuto sotto la guida di uno dei principali scienziati e tecnologi al mondo sul tema dell’elettronica indossabile. Immagino questa tecnologia applicata, per esempio, ai cellulari del futuro che potrebbero essere indossati sull’avambraccio, dando la possibilità, non solo di di parlarsi e vedersi, ma anche di stringersi la mano a distanza” aggiunge all’ANSA Calogero Oddo, esperto di biorobotica;

Xiao-ming Tao, tuttavia, ritiene che la pelle sintetica Hi-Tech di Rogers sia un prototipo non ancora perfetto giacché, in fase di sperimentazione, è stato osservato che presenta ancora difetti, come perdite elevate di calore.

Quello che è certo è che gli studi in merito stanno facendo passi da giganti e presto potremmo assistere a cambiamenti di uno spessore non indifferente, sia a livello videoludico o cinematografico, che in ambito biorobotico.

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