Reddito di cittadinanza e Quota 100: Bellanova “vanno rivisti”

Pubblicato il 28 Dicembre 2019 alle 15:41
Aggiornato il: 3 Gennaio 2020 alle 18:34
Autore: Guglielmo Sano

Reddito e cittadinanza e Quota 100 non smettono di accendere il dibattito interno alla maggioranza: il casus belli stavolta le dimissioni di Fioramonti

Braccio di ferro
Reddito di cittadinanza e Quota 100: Bellanova “vanno rivisti”

Reddito e cittadinanza, Quota 100: la misura assistenziale e lo strumento di pensionamento anticipato non smettono di accendere il dibattito all’interno della maggioranza di governo.

Sono state le dimissioni del ministro pentastellato dell’Istruzione Fioramonti a innescare – volendo indirettamente – una nuova polemica a proposito di RdC e Quota 100. L’ex titolare del dicastero di Viale Trastevere ha lasciato l’incarico, per dirlo in breve, a seguito del mancato stanziamento in Legge di Bilancio dei fondi richiesti per finanziare alcune misure dedicate a scuola, università e ricerca. Interrogata sulla questione da diverse testate nazionali, il ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova, allora, ha tirato in ballo le due misure “bandiera” dell’esecutivo gialloverde.

Omicidio Grosseto: fermato il presunto killer, ecco il profilo

Reddito di cittadinanza: le parole del ministro Bellanova

L’esponente di spicco di Italia Viva – criticando, in maniera neanche tanto velata, un certo “populismo normativo” che a sua detta finora avrebbe contraddistinto l’azione politica del Movimento 5 Stelle – ha voluto sottolineare come: “ancora una volta si dimostra che aver considerato Reddito di Cittadinanza e Quota 100 totem indiscutibili, ingessando risorse preziosissime che invece potevano essere indirizzate più proficuamente su precise priorità del Paese, dal lavoro all’innovazione alla ricerca ai lavori usuranti, non è stato un bene. Noi lo abbiamo detto in tempi non sospetti. Fioramonti se ne è accorto adesso”.

Il ministro Bellanova, d’altra parte, non ha mai nascosto la sua contrarietà al Reddito di cittadinanza. A fine ottobre per esempio, durante una puntata del programma La7 L’aria che tira, aveva parlato dell’assegno di sostegno al reddito come una misura semplicemente assistenziale che, insomma, non genera opportunità di lavoro. Una posizione, a dire il vero, condivisa da molte personalità del mondo politico e istituzionale ma che, secondo le ultime indiscrezioni circolate sulla stampa, potrebbero presto costarle la poltrona.

Segui Termometro Politico su Google News

Hai suggerimenti o correzioni da proporre?
Scrivici a
[email protected]

L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
Tutti gli articoli di Guglielmo Sano →