Libretto di circolazione: provvisorietà e rischi di multa. Perché stare attenti

Pubblicato il 5 Febbraio 2020 alle 12:45 Autore: Claudio Garau

Libretto di circolazione e provvisorietà: qual è la finalità del documento e quali conseguenze scattano in caso di circolazione dopo la scadenza

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Libretto di circolazione: provvisorietà e rischi di multa. Perché stare attenti

Tutti gli automobilisti sanno, o dovrebbero sapere, che durante la guida, nell’abitacolo non debbono mai mancare patente, certificato assicurativo e libretto di circolazione, detto per consuetudine anche carta di circolazione. Sono insomma documenti indispensabili e che anzi debbono essere mostrati ad un eventuale controllo delle forze dell’ordine. Vediamo allora quali sono le conseguenze a circolare in automobile con un libretto di circolazione provvisorio scaduto. Quali sono i rischi concreti? Eccoli.

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Libretto di circolazione: qual è la funzione?

Prima di affrontare più da vicino la questione appena citata, vediamo in sintesi che cos’è un libretto di circolazione. Esso altro non è che il documento identificativo dell’automobile, che ha infatti la finalità di stabilirne l’idoneità alla circolazione. Tale libretto è rilasciato dalla Motorizzazione civile, al momento dell’immatricolazione di un nuovo mezzo a motore. Contiene informazioni fondamentali come i dati del proprietario, le caratteristiche del mezzo e il numero di immatricolazione. D’altra parte, conoscere il libretto di circolazione è utile anche perché facilità il compito durante la fase della manutenzione del veicolo, ma non solo: tramite esso, il conducente può anche verificare se è possibile circolare in città, nonostante i blocchi al traffico, e può stimare il valore della propria auto usata.

In verità, a partire dal primo luglio 2016, la carta di circolazione è stata sostituita dal cosiddetto documento unico di circolazione, che comprende il certificato di proprietà dell’automobile. Quindi oggi è più corretto parlare di documento unico di circolazione, anche se nel linguaggio comune si usa sempre parlare di “libretto di circolazione”.

La provvisorietà del documento e i limiti connessi

Il punto è che talvolta il libretto di circolazione – per motivi contingenti ed attinenti alle lungaggini dell’iter burocratico – non può essere dato all’atto del rilascio della targa dell’auto nuova: l’ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri (ovvero la Motorizzazione civile), durante l’immatricolazione, consegnerà allora una carta provvisoria di circolazione, la quale ha una validità massima di 90 giorni. Ma che succede se un automobilista viene sorpreso alla guida di un mezzo con libretto scaduto? Ovvero che succede se si viene “beccati” dalle forze dell’ordine dopo la scadenza dei suddetti 90 giorni?

Ebbene, come dicevano i latini ignorantia legis non excusat, ovvero la legge non ammette ignoranza in proposito. Insomma, il conducente è tenuto a ricordarsi di viaggiare con una carta provvisoriamente valida per il lasso di tempo sopra citato: non può sbagliarsi anche perché sul documento provvisorio è riportata la dicitura di provvisorietà e la data essenziale al fine di capire fino a quando il libretto di circolazione è valido.

Pertanto, l’automobilista che ad un controllo viene colto alla guida di un mezzo con carta provvisoria scaduta, dovrà versare all’Erario la cifra indicata dalla sanzione amministrativa che ne consegue, oscillante tra 40 e 168 euro (per i ciclomotori la multa oscilla invece tra 25 e 99 euro), come per la guida senza libretto di circolazione.

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Ma non è finita qui: se il conducente non si dimostrerà finalmente ligio ai suoi doveri, e non si recherà agli uffici di polizia entro il giorno indicato, per esibire il documento originale, scatterà l’ulteriore gravosa sanzione pecuniaria, da un minimo di 419 euro ad un massimo di 1682 euro.

Concludendo, appare ormai chiara la valenza e finalità pratica di un documento come la carta di circolazione che, in quanto provvisorio, implica un termine perentorio di cui l’automobilista deve sempre ricordarsi.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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