Conto corrente e aumento costi gestione: quali trappole per i correntisti

Pubblicato il 5 Febbraio 2020 alle 09:15 Autore: Daniele Sforza

I costi del conto corrente, tradizionale e online, aumentano nella stessa misura: andiamo a vedere perché e quali servizi riguardano i rincari.

Conto corrente aumento costi gestione
Conto corrente e aumento costi gestione: quali trappole per i correntisti

Aumentano i costi del conto corrente tradizionale, ma ancor di più aumentano quelli del C/C online, che finora si era sempre distinto per essere vantaggioso e conveniente sotto l’aspetto economico, anche a zero spese. Il perché di questi rincari, che pesano sui correntisti ovviamente, è dovuto ai tassi negativi, e quindi al costo del denaro che gli istituti di credito depositano presso la BCE. La maggior parte delle banche si è già adeguata al nuovo trend, tant’è che facendo un rapido confronto tra i costi dei C/C dello scorso anno e quelli di inizio 2020 la differenza è notevole, e soprattutto si evidenzia una riduzione dei conti a zero spese.

C/C online e truffe: 10 mosse per proteggere il saldo

Conto corrente online e tradizionali: i rincari 2020

Stando a un recente report di SosTariffe, il rincaro dei conti correnti online è stato del 29% rispetto allo scorso anno, con gli incrementi che hanno riguardato in particolare canone annuo, bonifici e prelievi allo sportello. Tra i conti correnti online che hanno cambiato rotta, spicca anche quello di Fineco Bank, che con una modifica unilaterale del contratto ha fatto registrare un balzo impressionante ai costi del suo C/C, da 0 a 47 euro. Anche altri istituti come CheBanca! stanno percorrendo la stessa strada. I rincari ci sono stati anche nelle banche tradizionali (+27%).

Aumento costo C/C online in vista: le percentuali

Aumento costi conto corrente: quali direzioni hanno preso le banche

Già nello scorso autunno Unicredit aveva comunicato che avrebbe applicato i tassi negativi sulle somme depositate in banca a partire dai 100 mila euro in su, invitando così la propria clientela a movimentare i propri soldi. Inoltre, come riferito da Repubblica, continua la revisione delle tariffe. “Per clientela al minuto non ci saranno tassi negativi, ma il ritocco delle spese su alcune tipologie di conto per i importi compresi tra 0,75 e 2,35 euro al mese”. Questo, a partire da gennaio. Con le imprese c’è invece l’intenzione di investire la liquidità in giacenza in modo alternativo e senza spese, mentre per i patrimoni più ingenti l’applicazione dei tassi negativi avrà effetto sul costo complessivo dei servizi di consulenza.  

Come ricorda La Legge Per Tutti, anche altri istituti si stanno muovendo in direzioni simili, come ad esempio Intesa Sanpaolo che dal 1° ottobre scorso ha applicato “la facoltà di un onere pari allo 0,033% delle giacenze di conto, applicato come commissione richiesta ai clienti nella misura di 33 euro per ogni multiplo di 100 mila euro depositati”. Questa voce di spesa è però applicata solo a quelle imprese che non rientrano nella definizione di “microimpresa”.  

Per chi stesse pensando di rifugiarsi all’estero, sappia che le cose non vanno meglio. Sempre il portale specializzato in diritto informa che a partire dallo scorso novembre Allianz Bank applica a tutti i suoi correntisti un canone maggiorato di 1 euro al mese per i depositi sotto i 5 mila euro, 2 euro per i depositi fino a 10 mila euro e 4 euro al mese per chi supera i 10 mila euro.

Segui Termometro Politico su Google News

Hai suggerimenti o correzioni da proporre?
Scrivici a
redazione@termometropolitico.it

L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
Tutti gli articoli di Daniele Sforza →