Pensione invalidità civile invalidi 100%: consulta verso il pronunciamento

Pubblicato il 11 Febbraio 2020 alle 12:31
Aggiornato il: 13 Febbraio 2020 alle 14:47
Autore: Daniele Sforza

Ultime notizie sulla pensione invalidità civile per i soggetti invalidi al 100%: attesa risposta da parte della Corte Costituzionale.

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Pensione invalidità civile invalidi 100%: consulta verso il pronunciamento

La Corte Costituzionale è chiamata a pronunciarsi su un argomento molto delicato, ovvero sulla questione degli importi erogati agli invalidi totali che ricevono la pensione invalidità civile. Infatti, la Corte d’Appello di Torino ha posto in essere la questione di legittimità costituzionale in merito alla legge n. 118/1971, quindi relativamente alle nuove norme in favore dei mutilati e invalidi civili. La Corte d’Appello di Torino ha contestato l’importo della pensione erogata agli invalidi totali, ammontante a 285 euro mensili, cifra giudicata esageratamente esigua per assicurare un adeguato sostegno, ma tra gli argomenti di contestazione spicca anche l’assenza del riconoscimento dell’incremento della maggiorazione sociale (legge 448/2001, art. 38) per i soggetti che hanno meno di 60 anni di età. Su questi punti la Corte Costituzionale è chiamata a pronunciarsi, come stabilito dall’ordinanza n. 240 del 3 giugno 2019 della Corte d’Appello di Torino.

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Pensione invalidità civile 100%: importo troppo basso?

Come ricostruisce PensioniOggi, la Corte d’Appello del capoluogo piemontese ha trattato il caso di una donna di 47 anni titolare di pensione di invalidità civile e di indennità di accompagnamento che non aveva avuto la maggiorazione sociale. A essere contestato anche l’esiguo importo della pensione di inabilità civile, ammontante a 286,66 euro al mese, a cui si aggiungeva l’integrazione di 10,33 euro. Una somma non certo di aiuto per garantire uno stile di vita adeguato, in particolar modo correlata alla patologia che non le consentiva di svolgere alcuna forma di attività lavorativa. La signora aveva poi fatto richiesta di vedersi riconosciuta la maggiorazione sociale, che però spetta solo agli invalidi totali che hanno più di 60 anni. Con quest’ultimo riconoscimento, l’importo complessivo che la signora avrebbe ricevuto sarebbe ammontato a quota 638 euro circa al mese, più l’indennità di accompagnamento, che però non può essere considerata alla pari degli altri trattamenti.

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Pensione invalidità e maggiorazione sociale non riconosciuta: attesa pronuncia Corte Costituzionale

Sull’importo della pensione di invalidità civile, nell’ordinanza si citano spesso diverse pronunce della Cassazione in cui si fa riferimento all’importo necessario per la conduzione di una vita dignitosa, superiore a 285 euro. Il riferimento alla Costituzione è invece l’articolo 38 comma 1, che sembra essere contraddetto dall’esiguo importo. Qui troviamo scritto testualmente: “Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale. I lavoratori hanno diritti che siano preveduti e assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria. Gli inabili e i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale. Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi e istituti predisposti o integrati dallo Stato”. L’altro aspetto importante è il riconoscimento della maggiorazione sociale di cui abbiamo parlato sopra, che risulta negato agli invalidi civili totali che hanno meno di 60 anni.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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