Patente a punti imprese: cos’è e come funzionerebbe. Le reazioni

Pubblicato il 11 Febbraio 2020 alle 11:41 Autore: Claudio Garau

Patente a punti imprese: di che si tratta, come potrebbe funzionare se introdotta e quali sono le ultime reazioni sul tema.

Patente a punti imprese: cos'è e come funzionerebbe. Le reazioni
Patente a punti imprese: cos’è e come funzionerebbe. Le reazioni

Tutti (o almeno tutti gli automobilisti) conoscono la patente a punti per chi guida mezzi a motore, in vigore dal primo luglio 2003, ma forse non tutti sanno della recente novità della patente a punti imprese, ovvero un progetto promosso dall’attuale Ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, che però ha generato opinioni contrastanti tra loro. Vediamo allora più da vicino di che si tratta, come potrebbe funzionare in concreto e quali sono le reazioni che sono seguite a tale proposta.

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Patente a punti imprese: di che si tratta e quale finalità avrebbe

In verità i fatti di cronaca e i dati delle morti su lavoro parlano chiaro: più di 40 decessi dall’inizio di quest’anno è un ammontare che deve far riflettere. Da qui la la linea della ministra del Lavoro, la quale ha recentemente annunciato la novità della “patente a punti imprese”, accolta peraltro con entusiasmo dai sindacati CGIL, CISL e UIL. Ma in che cosa consisterebbe questa nuova patente?

Ebbene, si tratterebbe in pratica di un sistema di certificazione mirato a distinguere le aziende virtuose, che rispettano le norme di tema di sicurezza sul lavoro in modo effettivo, da quelle che invece non le rispettano. Lo scopo insomma è quello di porre fuori gioco ed estromettere dal mercato tutte quelle imprese che non prestano adeguata attenzione a sicurezza e salute dei propri lavoratori, sul luogo di lavoro. Si tratta chiaramente di un progetto elaborato in coordinamento con le parti sociali, nella necessità di fronteggiare e diminuire il numero di incidenti, infortuni e morti sul lavoro, che costituisce una questione sociale da decenni.

Secondo le intenzioni, il progetto andrebbe applicato anzitutto al settore delle costruzioni e dell’edilizia (per poi estendersi anche ad altri settori), ovvero quello che per primo necessita di un intervento ad hoc per ridurre i rischi di infortunio, tipici dell’ambito. Si può pertanto prefigurare un’integrazione al Testo Unico Sicurezza ed un decreto attuativo specifico, con in quale introdurre un meccanismo di accumulo crediti e punti, investendo in sicurezza. Diversamente, in caso di irregolarità e violazioni, il punteggio si ridurrebbe ed in caso di azzeramento, scatterebbe il divieto di attività. In particolare, la CGIL ha dato un giudizio positivo alla novità prospettata, in quanto con tale patente a punti imprese, verrebbero selezionate le sole imprese virtuose “scremando dagli appalti quelle che sforano“.

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Le reazioni contrarie alla proposta della patente

Tuttavia – come anticipato – i meccanismi di premialità promossi dalla ministra, per le imprese virtuose, e le sanzioni disposte per quelle che violeranno i livelli di salute, sicurezza e prevenzione, non piacciono a tutti. Infatti, le varie associazioni imprenditoriali si sono schierate in modo compatto contro tale ipotesi di nuova legge.

In particolare, merita menzione la reazione di Confartigianato, che contesta la possibile patente a punti imprese su un triplice piano:

  • tale patente potrebbe alterare in modo significativo il libero mercato nel settore edilizia e costruzioni, anzi in ultima analisi favorendo le grandi imprese dell’edilizia, a danno dei piccoli operatori del settore;
  • tale patente piuttosto avrebbe l’effetto di aumentare oneri e adempimenti amministrativi, comportando così un aggravio a livello burocratico, che non favorirebbe l’attività del settore;
  • la novità punterebbe con troppa forza su intento punitivo delle aziende considerate non virtuose, quando invece sarebbe più opportuno – semplicemente – rafforzare i controlli e incentivare la “buona condotta” delle aziende edili, attraverso sgravi fiscali e altri benefici per chi si occupa con attenzione della materia della salute e sicurezza sul luogo di lavoro.

Al momento assistiamo dunque ad un dibattito sulla patente a punti imprese che da una parte vede schierati Governo e sindacati, e dall’altra le associazioni delle imprese. Non resta che attendere le prossime settimane e le prossime date dell’agenda politica, per capire se si tratta di un nodo destinato a sciogliersi oppure no.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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