Vaccino Coronavirus Israele in arrivo? I ricercatori “siamo vicini”

Pubblicato il 10 Marzo 2020 alle 12:17
Aggiornato il: 25 Marzo 2020 alle 23:37
Autore: Guglielmo Sano

Vaccino coronavirus: è partita da settimane la ricerca che coinvolge decine di laboratori pubblici e privati. Le ultime notizie arrivano da Israele

Microscopio
Vaccino Coronavirus Israele in arrivo? I ricercatori “siamo vicini”

Vaccino coronavirus: è partita da settimane la ricerca che coinvolge decine di laboratori pubblici e privati. Le ultime notizie arrivano da Israele: dove l’istituto Migal ha assicurato di essere vicino a fornire un composto efficace contro il Sars-Cov-2.

Vaccino Coronavirus: buone speranze da Israele

 In questi giorni, il Galilee Research Intitute (Migal) israeliano ha annunciato di aver raggiunto risultati scientifici che permettono di ipotizzare la rapida creazione di un vaccino contro il nuovo coronavirus. Nello specifico, dal Migal fanno sapere di aver individuato l’efficacia di un sottoprodotto dello sviluppo di un vaccino contro l’Ibv, il virus della bronchite infettiva, una malattia che colpisce il pollame. Il coronavirus del pollame, infatti, sarebbe molto simile a quello che colpisce l’uomo, soprattutto, per quanto riguarda i meccanismi di infezione. Sempre dall’istituto hanno reso noto che, dopo aver apportato le necessarie modifiche genetiche per adattare il vaccino al Sars-Cov-2, adesso non resta che attendere le approvazioni di sicurezza che permetteranno di iniziare i test in vivo e poi la produzione del vaccino stesso.  

Difficile avere un vaccino prima di un anno

Nonostante la sicurezza dei ricercatori israeliani nel segnalare i propri risultati, pochi giorni fa, il Direttore del National Istitute of Allergy and Infectious Disease Anthony Fauci, chiamato a esprimersi sul punto nel corso di un tavolo di crisi convocato dal Presidente Usa Trump, ha dichiarato lapidariamente che: “un vaccino creato e testato in un anno non è un vaccino che si può usare”. Lo stesso Fauci ha poi precisato che rispettando le corrette procedure di sperimentazione, un prodotto sicuro contro il nuovo coronavirus non si potrà avere prima di un anno o magari un anno e mezzo.

Come si fa un vaccino?

Qualche tempo fa ha fornito un utile riepilogo delle fasi che portano alla creazione di un vaccino il farmacologo del Laboratorio Mario Negri Antonio Clavenna. La prima fase è quella di vera e propria “costruzione” del vaccino: durante questo momento bisogna comprendere come il virus si trasmette appena entra nell’organismo e si replica. In seconda battuta, bisogna identificare gli antigeni del virus, i suoi componenti che attivano la risposta del sistema immunitario. A seguito di questa fase di studio si passa all’identificazione delle sostanze che potrebbero costituire il vaccino, quindi, procedere a una sperimentazione pre-clinica, cioè in laboratorio, con cellule in vitro prima e modelli animali poi (in vivo). Se il potenziale vaccino si è dimostrato sicuro si può passare alla sperimentazione clinica, quella sull’uomo. Si svolge in quattro momenti di verifica, tre prima e una dopo la commercializzazione (a poco a poco i soggetti da studiare aumentano). Per completare tale processo ci potrebbero volere anche 10-15 anni, in teoria; è chiaro che se i ricercatori mettono in comune gli sforzi e la comunità scientifica si concentra su un unico obiettivo i tempi possono restringersi notevolmente.

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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