Matteo Salvini: “zona rossa primo passo, ora 70 miliardi”

Pubblicato il 10 Marzo 2020 alle 19:23
Aggiornato il: 14 Marzo 2020 alle 20:09
Autore: Alessandro Faggiano

Matteo Salvini: “zona rossa primo passo, ora 70 miliardi”. È questa la richiesta del leader dell’opposizione che chiede ulteriori interventi.

Matteo Salvini: "zona rossa primo passo, ora 70 miliardi"
Matteo Salvini: “zona rossa primo passo, ora 70 miliardi”

Salvini ha giudicato bene – seppur con delle remore – il provvedimento adottato dal governo di chiusura totale delle frontiere (salvo per razioni eccezionali, visite mediche e di lavoro) e l’ampliamento della zona rossa all’intero Paese. L’esecutivo ha pubblicato un vademecum di facile comprensione che aiuterà i cittadini ad orientare le attività, segnalando cosa si può fare, cosa no. Cosa è caldamente consigliato e cosa invece è sconsigliato.

Il leader della Lega, però, ha chiesto un intervento economico decisivo per evitare il collasso del sistema produttivo italiano. Salvini ha commentato il decreto conosciuto come #iorestoacasa attraverso la sua pagina Facebook.

“Quello annunciato dal governo è un primo passo, lo apprezziamo ma non basta. Dobbiamo fare in fretta e di più, senza tentennamenti. Chiudere tutto e subito, senza lasciare spazio a dubbi o interpretazioni. E mettere a bilancio per aiutare SUBITO famiglie e imprese (soprattutto i piccoli) non 7 ma 70 miliardi, e che in Europa non perdano tempo a discutere. Ogni giorno perso è un dramma, volere è potere”.

Matteo Salvini chiede che il governo usi il pugno di ferro

Il leader dell’opposizione ha chiesto anche un intervento immediato per fermare le rivolte scoppiate in 27 penitenziari. La situazione più difficile da gestire si è registrata a Foggia, dove nella giornata di ieri sono evasi decine di detenuti (alcuni di questi condannati per omicidio).

Salvini ha chiesto il “pugno di ferro e nessuna concessione per i criminali che si sono scatenati con rivolte, violenze, evasioni. Altro che trattative, domiciliari, permessi e favori. Ci sono problemi in trenta carceri, con un bilancio provvisorio di undici morti e decine di feriti: ora più che mai sono necessari un commissario straordinario e tolleranza zero”.

Dopo la prima riunione di Matteo Salvini con Giuseppe Conte tenutasi dopo l’emanazione dell’ultimo, drastico, decreto il segretario della Lega ha affermato di essere uscito “preoccupato dall’incontro col governo.
Abbiamo portato al tavolo le richieste di famiglie, lavoratori e imprese, che chiedono misure forti, drastiche, subito: chiudere tutto adesso per ripartire sani. La risposta è stata un no”.

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L'autore: Alessandro Faggiano

Caporedattore di Termometro Sportivo e Termometro Quotidiano. Analista politico e politologo. Laureato in Relazioni Internazionali presso l'Università degli studi di Salerno e con un master in analisi politica conseguito presso l'Universidad Complutense de Madrid (UCM).
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