Come chiedere la sospensione del mutuo casa 2020. Le nuove regole

Pubblicato il 19 Marzo 2020 alle 11:09
Aggiornato il: 25 Marzo 2020 alle 23:34
Autore: Daniele Sforza

Il decreto Cura Italia prevede anche la possibilità di sospendere le rate del mutuo casa nel 2020. Ecco cosa bisogna sapere sulle nuove regole.

Come chiedere sospensione mutuo casa 2020
Come chiedere la sospensione del mutuo casa 2020. Le nuove regole

Tra le misure previste dal decreto Cura Italia spicca anche la possibilità di sospendere le rate del mutuo casa fino a un massimo di 18 mesi, qualora si sia stati colpiti dalle conseguenze dell’emergenza Coronavirus. L’agevolazione spetta ai lavoratori dipendenti, ai lavoratori autonomi e ai collaboratori. La sospensione delle rate del mutuo riguarda circa 230 mila partite Iva e il beneficio prende forma grazie al Fondo di Solidarietà per i Mutui Prima Casa gestito dalla Consap. La sospensione è valida solo per i mutui prima casa e per un valore dell’abitazione fino a 250 mila euro. La durata è di 9 mesi, mentre non sono previsti particolari limiti di reddito Isee.

Sospensione mutuo casa 2020: quali sono le cause

Le cause per la richiesta di sospensione delle rate del mutuo per la prima casa riguardano:

  • Cessazione del lavoro subordinato a tempo indeterminato o determinato o cassa integrazione superiore ai 30 giorni;
  • Cessazione del lavoro parasubordinato o di rappresentanza commerciale o di agenzia;
  • Morte o riconoscimento di grave handicap o invalidità civile oltre l’80%;
  • Riduzione fatturato per lavoratori autonomi di oltre il 33% a partire dal 21 febbraio 2020.

Sospensione rate mutuo casa 2020: a chi spetta

I soggetti interessati dal provvedimento sono i lavoratori dipendenti assunti con contratto a tempo determinato o indeterminato che sono in cassa integrazione o hanno subito licenziamento; inoltre figurano anche i lavoratori parasubordinati (collaboratori) che sono in possesso dei documenti in grado di testimoniare la sospensione del lavoro; a questi si aggiungono i lavoratori autonomi e i liberi professionisti. Questi ultimi, tuttavia, dovranno dichiarare con apposita autocertificazione che hanno subito una riduzione del fatturato del 33% dal 21 febbraio 2020 (o comunque nell’ultimo trimestre). In caso di dichiarazioni mendaci, incorrerebbero in sanzioni penali come previsto dalla legge.

I documenti da presentare

Di seguito i documenti da presentare per ogni categoria di soggetti richiedenti.

  • Lavoratori dipendenti e collaboratori: dichiarazione a firma dell’azienda che certifica la loro condizione (cassa integrazione o licenziamento);
  • Lavoratori autonomi e liberi professionisti: autocertificazione tramite apposito modulo riguardante una riduzione del 33% del loro fatturato.

La banca raccoglierà la documentazione richiesta e la invierà alla Consap: spetterà alla Concessionaria l’autorizzazione finale per avviare la pratica.

Come si informa nell’inserto del Corriere L’Economia, bisogna prestare attenzione gli interessi. Infatti, “il Fondo Gasparrini, che supporta questa norma sui mutui, rimborsa alle banche solo il 50% degli interessi maturati sul debito residuo durante il periodo di sospensione, l’altra metà resta a carico del cliente, che la dovrà saldare”.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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