Rischi nuova autocertificazione per Coronavirus: ecco le novità

Pubblicato il 19 Marzo 2020 alle 15:24
Aggiornato il: 25 Marzo 2020 alle 23:34
Autore: Claudio Garau

I rischi e le sanzioni correlate alla nuova autocertificazione per poter uscire di casa, nonostante il coronavirus: cosa bisogna ricordare e rispettare?

Rischi nuova autocertificazione per Coronavirus ecco le novità
Rischi nuova autocertificazione per Coronavirus: ecco le novità

Da pochissimo tempo, il modulo dell’autocertificazione – necessario da portare con sé per effettuare gli spostamenti fuori di casa – è stato modificato con due importanti novità, non soltanto formali, ma anche e soprattutto sostanziali. Non rispettarle, infatti, può condurre a conseguenze penali anche molto gravi. Facciamo allora il punto della situazione e vediamo di fatto cosa è cambiato nella nuova autocertificazione.

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Nuova autocertificazione: quali sono le novità e cosa si rischia

La novità è presto chiarita: con il nuovo modulo, l’interessato deve fornire una duplice dichiarazione ulteriore, che se mendace può causare la condanna per reati gravi. Qual è questa ulteriore duplice dichiarazione?

Ebbene, sappiamo che soltanto motivi di salute, di lavoro o circostanze di necessità o urgenza giustificano l’uscita da casa in questo periodo; a queste indicazioni, ora si aggiungono anche quelle per le quali chi sottoscrive il modulo deve dichiarare anche di:

  • non essere sottoposto alla misura della quarantena;
  • non essere risultato positivo al virus Covid-19.

Attestare ciò sembrerebbe qualcosa di superfluo o non necessario, ma non è così. Tale nuova previsione infatti si inserisce coerentemente nel quadro di divieti progressivamente estesi, da parte del Governo a tutto il territorio nazionale: chi si trova quarantenato o è malato di coronavirus deve rispettare l’obbligo assoluto di non uscire dalla propria abitazione per nessuna ragione, neanche di necessità. In altre parole, chi invece lo fa se ne assume il rischio ed anzi deve auto-certificare di non essere in una delle due condizioni menzionate.

Se infatti, pur in isolamento o malato viene individuato fuori di casa dalle forze dell’ordine (e ora anche dai militari) e per giunta dichiara il falso, ovvero di essere in salute oppure non sottoposto alla quarantena, non rischia soltanto la sanzione penale dell’arresto fino a 3 mesi o della multa fino a 206 euro, previsti per l’illecito dell’inosservanza dei provvedimenti dell’autorità (art. 650 codice penale), ma ben di più. Infatti, in queste circostanze, ci sarebbero gli estremi per la condanna per un reato molto più grave, ovvero il reato di false attestazioni sulle qualità personali (art. 495 c.p.), che può arrivare fino alla reclusione per 5 anni.

È chiaro che per il colpevole di un reato di questo tipo non c’è possibilità di alcun escamotage: infatti, in breve tempo le autorità potranno effettuare controlli e verifiche per capire se le auto-dichiarazioni sono davvero veritiere oppure sono false, in quanto provenienti da soggetto che doveva restare a casa perché infetto o quarantenato.

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E le ipotesi di reato non sono finite qui. Il rischio più grave è quello di essere condannati per il reato di epidemia di cui all’art. 438 del codice penale, che prevede la pena dell’ergastolo, laddove sia dimostrato il dolo del responsabile e non quindi la mera noncuranza del proprio comportamento. In caso invece di mera colpa, la pena resta comunque grave, potendo arrivare anche a 12 anni di carcere. È chiaro infatti che il pericolo di epidemia è tutt’altro che escluso se una persona infetta si allontana dalla propria abitazione e, magari senza mascherina, entra in un supermarket o in altro luogo pubblico accessibile.

Concludendo, appare chiaro che il quadro dei reati che possono entrare in gioco e delle correlate pene, dovrebbe indurre qualsiasi persona mediamente avveduta a rispettare tutte le prescrizioni introdotte dal Governo.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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