Ticket licenziamento 2020 e Quota 100: perché spetta anche in caso di uscita

Pubblicato il 23 Marzo 2020 alle 12:48
Aggiornato il: 25 Marzo 2020 alle 23:31
Autore: Guglielmo Sano

Ticket licenziamento: il contributo andrà pagato dai datori di lavoro anche anche in caso di pensione anticipata con Quota 100

Monete
Ticket licenziamento 2020 e Quota 100: perché spetta anche in caso di uscita

Nuova comunicazione da parte dell’Inps a proposito del ticket licenziamento: il contributo da versare al momento della cessazione del rapporto di lavoro andrà pagato anche al momento di andare in pensione con Quota 100 e altre modalità di uscita dal lavoro in modo anticipato.

Ticket licenziamento: di cosa si tratta

Il ticket licenziamento è stato introdotto nel 2012 con la Riforma Fornero per finanziare l’erogazione della Naspi. Il suo importo è stabilito nella misura del 41% del massimale mensile dell’indennità di disoccupazione, quindi, il 41% di 1.227,55 euro, per ogni 12 mesi di anzianità aziendale nei precedenti tre anni. D’altra parte, se il rapporto professionale ha avuto durata inferiore, il contributo che il datore di lavoro versare dovrà essere ricalcolato in base ai mesi di lavoro effettivamente svolti.

Ogni anno l’Inps comunica la sua consistenza, nel 2020 l’importo minimo annuo del contributo è pari a 503,30 euro che può giungere fino a quota 1.509,90 euro per chi ha un’anzianità aziendale pari o superiore a 36 mesi. Da sottolineare, infine, che il versamento del ticket è dovuto per tutte le cessazioni di rapporti di lavoro a tempo determinato (anche se nel computo va inserito anche ogni periodo con rapporto diverso, per esempio, a tempo determinato) che danno diritto alla Naspi, dunque, sono esclusi i casi di risoluzione consensuale, dimissioni volontarie, licenziamento di domestici e decesso del lavoratore.

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Cosa cambia per chi va in pensione con Quota 100?

Detto ciò, nell’evenienza di una cessazione del rapporto di lavoro per un dipendente che ha maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia o la pensione anticipata, non sussiste l’obbligo per il datore di lavoro di versare il ticket licenziamento. Insomma, come sottolineato dall’Inps, non è prevista una “finestra” tra cessazione del lavoro e pensionamento, appunto, a meno che il rapporto di lavoro non si sia interrotto per cause che danno diritto alla Naspi: a quel punto il datore di lavoro è costretto a versare il contributo fino alla maturazione dei requisiti per il pensionamento.

A tal proposito, quindi, l’Inps precisa come il ticket debba essere versato anche per i lavoratori che hanno scelto di usufruire di Quota 100 e Opzione donna ma anche di tutte quelle misure di pre-pensionamento che necessitano di un perfezionamento dei requisiti. Inoltre, il datore di lavoro è tenuto al versamento del ticket anche per quei lavoratori che pur avendo maturato i requisiti necessari per andare in pensione con Quota 100 hanno fatto domanda di disoccupazione per il triennio 2019-2021 nell’impossibilità di usufruire immediatamente della pensione anticipata.

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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