Sciopero generale decreto Coronavirus Italia: cosa chiedono i sindacati

Pubblicato il 24 Marzo 2020 alle 11:48
Aggiornato il: 25 Marzo 2020 alle 23:30
Autore: Guglielmo Sano

Sciopero generale decreto Coronavirus Italia: i sindacati contro le misure di contenimento varate dal governo; troppe le attività rimaste aperte

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Sciopero generale decreto Coronavirus Italia: cosa chiedono i sindacati

Sciopero generale decreto Coronavirus Italia: i sindacati contro le misure di contenimento varate dal governo; troppe le attività rimaste aperte, a rischio la salute dei lavoratori: per questo le associazioni di categoria preparano mobilitazioni da un capo all’altro del paese. I primi a incrociare le braccia potrebbero essere i metalmeccanici lombardi domani mercoledì 25 marzo.

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Sciopero generale: la posizione di Confindustria

In sostanza, i sindacati accusano l’esecutivo di aver ceduto alle pressioni di Confindustria, sostanzialmente, annacquando le misure restrittive contenute nell’ultimo decreto con una lettera inviata nella giornata di domenica 22 marzo 2020 al Presidente del Consiglio. L’associazione degli industriali si è limitata a ricordare i bisogni di approvvigionamento del paese: bisogna garantire i farmaci e il cibo continua a ribadire il suo Presidente Vincenzo Boccia.

D’altra parte, pur mettendo davanti a tutto la salute dei lavoratori, un’ulteriore irrigidimento delle limitazioni potrebbe determinare una chiusura “strutturale” delle attività che non solo in questo momento sono necessarie al paese: basti pensare alle aziende che producono componentistica per i respiratori e a quelle che stanno operando una riconversione per produrla ma hanno ancora il “vecchio” codice Ateco (quindi non vengono riconosciute dal punto di vista burocratico come necessarie).   

Prima la salute dei lavoratori

In un’intervista rilasciata a Repubblica, il segretario generale della Cgil Maurizio Landini spiega a proposito della possibilità di indire uno sciopero generale in questo difficile momento: “Capisco che possa sembrare paradossale. Capisco. La nostra non è una protesta contro qualcuno, né per un interesse dei lavoratori come quando si lotta per avere un aumento del salario o una riduzione dell’orario. Questa volta scioperiamo “per”: per la difesa della salute e della sicurezza di chi lavora, di tutti i cittadini italiani e anche degli imprenditori. E se non ho altri mezzi per affermare questi valori io — sindacalista — ricorro anche alle agitazioni. Noi vogliamo che si lavori in tutte le attività oggi essenziali, applicando il protocollo sulla sicurezza firmato a Palazzo Chigi”.

D’altra parte, è più di un’impressione sentendo lo stesso Landini, sembra che i sindacati più che indire una mobilitazione generale vogliano ritrovare un’intesa col governo: “Bisogna tornare al senso della discussione fatta tra il governo e le parti sociali sabato scorso: tutte le produzioni che non sono essenziali in questo momento devono essere interrotte nell’intero Paese. Sono esattamente le cose che il presidente del Consiglio Conte ha detto agli italiani sabato notte”.

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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