Distanza di sicurezza minima per correre: le ipotesi allo studio

Pubblicato il 14 Aprile 2020 alle 12:57
Aggiornato il: 15 Aprile 2020 alle 15:19
Autore: Daniele Sforza

Studi in corso sullo jogging del domani: occorrerà rispettare la distanza di sicurezza minima per evitare qualsiasi rischio. Cosa sappiamo.

Due persone che corrono
Distanza di sicurezza minima per correre: le ipotesi allo studio

Chi l’avrebbe mai detto che lo jogging nel 2020 diventasse un centro nevralgico di polemiche senza sosta? Eppure nessuno avrebbe mai detto anche che quest’anno ce lo saremo ricordati per una pandemia e per la distanza di sicurezza interpersonale. Adesso l’orizzonte chiave al quale guardare è il ritorno alla normalità, che riguarda anche l’attività fisica del correre. Chi non corre non sa che lo jogging può essere definito quasi come una dipendenza. Paragonabile al vizio di fumare per un tabagista, ma certamente molto più salutare. Per questo motivo rinunciare a correre è un sacrificio molto importante e lo jogging non è un capriccio (a meno che non sia utilizzato come scusa, ovviamente). Ma bisogna tuttavia sapersi sacrificare, solidalmente, come sta facendo la collettività, per preservare essa e se stessi. Questo, in sintesi, il concetto di pensieri (e polemiche) che hanno ruotato attorno allo jogging.

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Distanza di sicurezza minima nello jogging: di quanto deve essere

Uno studio italo belga condotto da Bert Bolcken e Fabio Malizia all’Università Cattolica di Leuven, in collaborazione con la società specializzata in simulazioni ingegneristiche Ansys, si è incentrato proprio sulla distanza di sicurezza minima che occorre per correre senza subire alcun rischio di contaminazione. In un video realizzato dalla società, che di fatto mette in immagini simulate quanto scritto nello studio, si nota come correre uno a fianco dell’altro sia meglio di quando si corre in scia, perché nel primo caso uno starnuto di un soggetto positivo ha un rischio di contaminazione molto basso per l’altro corridore, se si mantiene la distanza di sicurezza minima. Nel secondo caso il rischio sarebbe ben più elevato e pertanto, sempre se si corre uno dietro l’altro, deve essere obbligatoriamente prolungata la distanza minima di sicurezza, che dovrebbe essere superiore a quella raccomandata di 1,5 metri. La distanza universalmente consigliata (da 1 metro a 1,8 metri) può essere presa se si corre uno davanti l’altro, ma non “in scia”, bensì sfalsati.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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