Luis Sepulveda è morto per coronavirus: carriera e biografia. Chi era

Pubblicato il 16 Aprile 2020 alle 12:30
Aggiornato il: 20 Aprile 2020 alle 20:23
Autore: Daniele Sforza

Luis Sepulveda non ce l’ha fatta a vincere la sua battaglia contro il Coronavirus: ecco chi era in un profilo biografico che ne ripercorre la carriera.

Luis Sepulveda morto per Coronavirus
Luis Sepulveda è morto per coronavirus: carriera e biografia. Chi era

Purtroppo Luis Sepulveda non ce l’ha fatta: nella battaglia contro il Coronavirus, seppur strenuamente combattuta, non è riuscito a riemergere dal buio in cui era caduto a fine febbraio, quando venne ricoverato nell’Ospedale di Oviedo per aver contratto l’infezione.

L’instancabile scrittore cileno, noto per alcuni romanzi diventati ormai di culto, era celebre anche per i suoi ragionamenti sulle conseguenze che le dittature avevano lasciato nei Paesi dell’America Latina, ma anche per il suo impegno politico, sociale ed ecologico e per il suo forte anti-razzismo. Sepulveda, infatti, oltre a essere uno scrittore, si autodefiniva anche “un essere sociale, un individuo che rispetta se stesso e intende occupare un piccolo posto nel labirinto della storia”, un cronista di tutti quelli che quotidianamente sono “ignorati, privati della storia ufficiale, che è sempre quella dei vincitori”.

Chi era Luis Sepulveda: la carriera dello scrittore

Luis Sepulveda nasce il 4 ottobre 1949 a Ovalle, comune cileno nella regione di Coquimbo. L’impegno politico è radicato nella figura del letterato sin dalle sue radici più profonde: il nonno era un anarchico andaluso e anche i suoi genitori erano ferventi militanti. Cresciuto a Valparaiso con il nonno e uno zio, entrambi anarchici, s’innamorò subito della letteratura, leggendo le opere di Cervantes, Salgari, Melville e Conrad. Dalla lettura alla scrittura il passo è stato piuttosto rapido, iniziando la sua “carriera” scrivendo per il giornalino d’istituto. A 15 anni si iscrive alla Gioventù Comunista, mentre 2 anni dopo lavora per il quotidiano Clarìn e poi come redattore radiofonico. Nel 1969 vince un premio letterario locale per aver pubblicato una prima raccolta di racconti e vince una borsa di studio quinquennale per andare a studiare all’Università Lomonosov di Mosca. Tuttavia, visto il suo fervente impegno politico che di certo non era solito nascondere, gli costò il posto nell’allora capitale sovietica, a causa di ragioni ancora avvolte nel mistero.

Luis Sepulveda e la militanza contro Pinochet

Espulso dalla Gioventù Comunista, si recò in Bolivia, militando nell’Esercito di Liberazione Nazionale. Poi tornò in Cile e continuò a lavorare a teatro. Entrò nel Partito Socialista e fece parte della Guardia personale del presidente cileno Salvador Allende. Quando Pinochet prese il potere con un colpo di Stato, Sepulveda venne incarcerato e torturato, vivendo per 7 mesi isolato in una cella di dimensioni estremamente ridotte. Le pressioni da parte di Amnesty International portarono alla sua liberazione, ma Sepulveda, per nulla intimorito dalla dittatura, riprese a lavorare a teatro criticando il nuovo regime cileno. Condannato all’ergastolo, la sua pena fu ridotta grazie ancora una volta alle pressioni di Amnesty International.

I viaggi di Luis Sepulveda nell’America Latina

Viaggiò poi nel Sudamerica, in altri Paesi governati da regimi dittatoriali, continuando la propria militanza politica con i contatti che aveva. Per un periodo visse con gli Indios, poi si recò in Nicaragua, dove combatté con Simon Bolivar. Riprese quindi l’attività giornalistica, per poi recarsi in Europa e fermarsi ad Amburgo, dove conobbe e approfondì la letteratura tedesca. Dopo diversi viaggi in America Latina e Africa, si trasferì in Francia dove rimase per un lungo periodo, acquisendo anche la cittadinanza francese.

L’amore per l’ecologia e la vita privata

Negli anni Ottanta scoprì la vocazione ecologista e collaborò attivamente con Greenpeace. La sua prima moglie, Carmen Yanez, gli diede un figlio. Dopo il divorzio e un nuovo matrimonio con una tedesca, terminato anche questo, ritornò con la sua prima compagna di vita.

Nel 1996 si trasferì a Gijon, in Spagna. A inizio febbraio ha contratto l’infezione da Covid-19, avvertendo i sintomi verso la fine del mese e venendo ricoverato al Central University Hospital of Asturias di Oviedo. Qui muore giovedì 16 aprile 2020, non riuscendo a vincere la lotta contro il Covid-19 durata quasi due mesi.

Le sue opere più famose

Dal 1989 a oggi sono numerose le opere di Luis Sepulveda pubblicate e diffuse in Italia. A cominciare da Il mondo alla fine del mondo (1989), passando per Patagonia Express. Appunti dal sud del mondo (1995), seguito dall’intramontabile Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare (1996) da cui il regista italiano Enzo D’Alò trasse anche un film d’animazione. Importanti furono anche Diario di un killer sentimentale (1996), Incontro d’amore in un paese in guerra (1997), Il generale e il giudice (2003), Il potere dei sogni (2006), Ultime notizie dal Sud (2011), Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico (2012), L’avventurosa storia dell’uzbeko muto (2015), Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà (2015), La fine della storia (2016), Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa (2018).

Fece anche esperienza nel mondo del cinema in qualità da regista, dirigendo il film Nowhere (2002), e co-dirigendo con Diego Meza sempre nello stesso anno, il documentario Corazonverde.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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