Bonus 600 euro Inps: respinte 400 mila domande, ecco le motivazioni

Pubblicato il 27 Ottobre 2020 alle 05:05 Autore: Daniele Sforza

Il bonus 600 euro Inps non è arrivato a tutti: infatti sono state respinte circa 400 mila domande. Ecco i principali motivi dei rifiuti.

Bonus 600 euro Inps respinte domande
Bonus 600 euro Inps: respinte 400 mila domande, ecco le motivazioni

Le ultime sul bonus 600 euro Inps: sarebbero state respinte oltre 400 mila domande, mentre altri attendono ancora l’importo. L’odissea dell’indennità Covid-19 non sembra essere finita: dopo un giorno start da incubo, con blocchi e down del sito e gravi problemi di violazione della privacy, le cose sembravano essere tornate alla normalità e tra il 15 e il 17 aprile una buona parte di bonus è stata erogata alle persone richiedenti. Effettivamente non è stato rispetto alcun ordine prioritario considerando le tempistiche di presentazione delle domande e così c’è chi ha presentato domanda “in ritardo” e non il giorno 1 e ha percepito l’indennità di chi invece ha fatto domanda nelle prime ore del 1° aprile.

Bonus 600 euro Inps: domanda accolta o respinta, come vedere

Per vedere se la domanda di indennità Covid-19 è stata accolta o respinta, è necessario recarsi sul sito Inps e vedere lo stato della pratica. In caso di richiesta accolta, se i soldi non sono ancora stati liquidati sul conto, bisognerà attendere ancora un po’. Circa 400 mila persone, però, si sono visti respingere la domanda. Su un totale di 5 milioni di richieste (su un potenziale di 9,5 milioni), 900 mila domande sono ancora in attesa di esito, ma il presidente dell’Inps Pasquale Tridico ha affermato che la maggior parte di queste (almeno il 50%) saranno rifiutate.  

Bonus 600 euro Inps: domanda rifiutata? Ecco perché

Tridico ha infatti spiegato che per i lavoratori dello spettacolo, condizione per accedere al bonus è avere almeno 30 giorni lavorativi nel 2019 nella gestione ex Enpals, requisito che però sarebbe assente per buona parte dei richiedenti. Inoltre altri 250 mila utenti hanno inviato un codice Iban sbagliato, informazione rilevata con dati incrociati con Abi, e la supposizione è che siano in atto frodi fatte da alcuni intermediari che registrano un lavoratore come potenziale beneficiario, inserendo però il codice Iban di qualcun altro. In caso di errore di distrazione, invece, sarà possibile correggere la domanda, ma non subito, bisognerà infatti attendere l’apposita procedura, che dovrebbe essere rilasciata proprio entro questa settimana.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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