Rimborsi viaggi cancellati: cosa cambia con comma del decreto Cura Italia

Pubblicato il 22 Aprile 2020 alle 13:43 Autore: Daniele Sforza

Un comma del decreto Italia potrebbe stravolgere i diritti dei consumatori, in merito ai rimborsi viaggi cancellati. Ecco la novità.

Rimborsi viaggi cancellati cosa cambia
Rimborsi viaggi cancellati: cosa cambia con comma del decreto Cura Italia

Rimborsi viaggi cancellati? Adiconsum lancia l’allarme per i consumatori a causa di un comma introdotto nel decreto Cura Italia durante la fase di conversione in legge. Si parla più precisamente dell’ultimo comma dell’articolo 88 del testo di conversione in legge approvato al Senato. In caso di ulteriore approvazione alla Camera senza modifiche, l’associazione dei consumatori lancia un motivo di preoccupazione per i viaggiatori.

Rimborsi viaggi cancellati: previsti solo voucher?

“Apprendiamo da alcuni organi di stampa che, nel corso della conversione in legge del Decreto Cura Italia, sono state approvate, in sede di discussione al Senato, delle modifiche gravemente lesive dei diritti dei consumatori-viaggiatori”, si legge nel comunicato stampa di Adiconsum. La riga di testo incriminata è la seguente: “L’emissione dei voucher previsti dal presente articolo assolve i correlativi obblighi di rimborso e non richiede alcuna forma di accettazione da parte del destinatario”. Con tale direttiva verrebbe meno il diritto del consumatore di opporsi all’emissione del voucher, anche in caso di cancellazione del viaggio/soggiorno da parte dell’organizzatore, contraddicendo così quanto stabilito dal Codice del Turismo. Il consumatore avrebbe così diritto solamente a un voucher e non più a un rimborso. Inoltre, “il fatto ancor più grave riguarda l’introduzione dell’emissione obbligatoria dei voucher non solo per i viaggi prenotati entro il 3 maggio, ma anche per le prenotazioni già effettuate o da effettuare fino al 30 settembre 2020”.

Rimborsi viaggi cancellati: Adiconsum a tutela dei consumatori, il comunicato

Il presidente di Adiconsum nazionale Carlo De Masi ha affermato che la dicitura introdotta nel comma “non tiene minimamente conto delle difficoltà che, a seguito dell’emergenza coronavirus, che ormai si sta tramutando sempre più in emergenza economica, le famiglie stanno incontrando e ancora più incontreranno nei prossimi mesi”, quando i lavoratori oggi in difficoltà non potranno permettersi una vacanza e perderanno anche gli eventuali rimborsi delle vacanze già prenotate. Adiconsum comprende le esigenze delle aziende che operano nel settore turistico, ma rende comunque noto che non è possibile far pagare il conto salato di questa emergenza sanitaria ai consumatori-cittadini.

Le proposte di Adiconsum alla politica

Della questione sono già stati informate le sottosegretarie del MiBACT Alessia Morani e Lorenza Bonaccorsi alla quale Adiconsum ha inoltrato le seguenti proposte di modifica:

  • Proroga validità dei voucher per ulteriori 12 mesi in caso di non utilizzo;
  • Rimborso in contanti, allo scadere del voucher, in caso di impossibilità di utilizzo;
  • Possibilità di utilizzo frazionato del voucher in singoli servizi turistici;
  • Istituzione Fondo di Garanzia per voucher emessi per contratti di trasporto e prenotazioni alberghiere, in caso di fallimento delle compagnie aree o delle strutture ricettive, come previsto per i pacchetti turistici.

Segui Termometro Politico su Google News

Hai suggerimenti o correzioni da proporre?
Scrivici a
redazione@termometropolitico.it

L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
Tutti gli articoli di Daniele Sforza →