Seconda ondata coronavirus sicura a gennaio? Ecco dove colpirà

Pubblicato il 22 Aprile 2020 alle 10:12 Autore: Daniele Sforza

Seconda ondata coronavirus è sicura a gennaio o nel prossimo autunno? Ecco cosa dicono gli esperti, le diverse voci in merito e dove potrebbe colpire.

Seconda ondata Coronavirus
Seconda ondata coronavirus sicura a gennaio? Ecco dove colpirà

Si parla spesso di seconda ondata coronavirus, posticipandola in autunno a gennaio: ma dove colpirà? Cosa dicono i diversi esperti in materia? Iniziamo dalle voci fuori dal coro, ovvero da quelle che pensano che il Covid-19 sparirà come sono spariti gli altri coronavirus, smentendo dunque una possibile seconda nuova ondata, per poi vedere chi prevede una seconda ondata e quando.

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Seconda ondata Coronavirus: e se il Covid-19 dovesse sparire?

Tra i primi spicca il virologo Giulio Tarro, che ha affermato che il virus sparirà con il caldo e che molte persone hanno già sviluppato gli anticorpi, che poi saranno utili per guarire i pazienti più gravi. Inoltre Tarro cita uno studio israeliano, secondo il quale il Covid-19, dopo 70 giorni, perderà la sua carica virale fino a frenare totalmente. Secondo il professor Isaac Ben Israel, infatti, la diffusione del SARS-CoV-2 si esaurirà in 70 giorni, un lasso di tempo che non dipende dalle misure di contenimento adottate ma che invece risulta fisiologico. Si tratterebbe così di un ciclo epidemico che, dopo l’impennata della curva del contagio e il raggiungimento del picco, in circa 70 giorni andrebbe ad azzerarsi da solo.

In una recente intervista a Domenica In, infine, l’immunologo del Policlinico Umberto I di Roma Francesco Le Foche ha dichiarato che il peggio è passato e che la vita tornerà come prima, ma non subito. “Il virus tende ad autospegnersi, come la Sars, come una morte programmata”, ha affermato. Pur non volendo dare false illusioni, l’immunologo prevede una fine per il Covid-19, perché “i coronavirus hanno fasi pandemiche e poi queste si riducono”.

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Seconda ondata Coronavirus: chi la prevede e per quando

Passiamo ora agli scenari più preoccupanti, che prevedono per l’appunto un ritorno del Covid-19 e quindi una seconda ondata di contagi. È notizia recente di uno studio riservato commissionato da Forza Italia che prevede una seconda ondata di contagi a partire da gennaio 2021. Solo che mentre questa prima ondata è partita da est per colpire il Nord Italia, la seconda ondata arriverà da Africa e Americhe e colpirà il Sud Italia. Una previsione nefasta, considerando il sistema sanitario che in alcune parti del Meridione presenta carenze preoccupanti. Nella speranza che entro quel periodo si trovi un vaccino (obiettivamente difficile) i dirigenti del partito che si trovano al Sud stanno già lavorando per evitare questa ipotesi, che potrebbe concretizzarsi in scenari catastrofici per il Mezzogiorno.

Anche l’Organizzazione mondiale della sanità teme una seconda ondata di contagi. Il direttore Tedros Adhanom Ghebreyesus ha affermato che i lockdown “possono aiutare a smorzare l’epidemia, ma non possono farcela da soli. I Paesi devono ora assicurarsi di poter rilevare, testare, isolare e curare ogni caso e rintracciare ogni contatto”. La fase 2 non è la fine dell’emergenza, insomma, quanto piuttosto la fase di convivenza con il virus, e quindi con l’emergenza stessa, nonché un periodo preparatorio per contrastare l’eventuale insorgenza di nuovi focolai o, in futuro, una nuova ondata di casi.

Timori sulla seconda ondata arrivano anche dalla Svizzera: a 20 Minuten, il dottor Daniel Hagara della Clinica Luganese Moncucco, ha allertato la popolazione ticinese avvisandola che il virus non scompare da un giorno all’altro. “Una seconda ondata potrebbe essere peggiore della prima, portando al collasso il nostro sistema”. Ci sono vari scenari all’orizzonte, ma risulta complicato a oggi prevedere quale si verificherà. La seconda ondata potrebbe arrivare, dice l’immunologo Beda Stadler, ma non desterà preoccupazione se i gruppi a rischio “vengono protetti e gli ospedali non si riempiono di pazienti Covid-19”.

Quasi certo di una seconda ondata è il consigliere scientifico del Ministero della Salute, Walter Ricciardi, che ha affermato che in autunno-inverno una serie di fattori concomitanti potrebbe favorire, come per l’influenza, un ritorno del virus. Una seconda ondata potrebbe esserci insomma, e qualora si dovesse accelerare durante la fase 2, potrebbe arrivare anche prima.

Infine chiudiamo con l’opinione di Andrea Crisanti, che in un’intervista a Quotidiano.net, ha affermato che nuove occasioni di trasmissione del virus arriveranno già durante la fase 2, perché le misure di contenimento verranno meno e “nuovi focolai verranno fuori sicuramente”. Non c’è da farsi prendere dal panico, però “occorre prepararsi alle inevitabili conseguenze”, e quindi indossare dispositivi di protezione, operare sanificazione e soprattutto effettuare tamponi. La ricetta da seguire, in caso di emergenza di nuovi focolai, è la solita: “circoscrivere rapidamente l’area, fare tamponi a tutti subito, isolare i positivi, ripetere l’operazione dopo 7-8 giorni per agguantare i casi che dovrebbero essere sfuggiti alla prima osservazione”: Insomma, si chiude e “il cluster finisce”.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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