Vaccino Coronavirus: Moderna finanziata per completarlo entro il 2020

Pubblicato il 22 Aprile 2020 alle 23:08 Autore: Eugenio Galioto

Il finanziamento di Moderna potrebbe accellerare lo sviluppo delle due fasi necessarie per realizzare un vaccino contro il coronavirus entro l’anno

capsule e siringa che compongono il nome "Covid19"

La nostra redazione sta seguendo attentamente gli sviluppi della ricerca sul vaccino contro il coronavirus, in particolare da parte di Moderna Inc, l’unica azienda al mondo ad essere già nella fase due della sperimentazione sull’uomo.

Moderna Inc. è un’azienda statunitense nota per le sue ricerche sulla sperimentazione attraverso vaccini messaggeri di RNA che avrebbe messo a punto un vaccino contro il coronavirus mRNA-1273 basato su “una forma stabilizzata di prefusione della proteina Spike (S)”, selezionata dalla stessa azienda in collaborazione con il Centro di ricerca sui vaccini del NAID del National Institute of Health.

La scorsa volta ci siamo occupati dell’annuncio fatto da Moderna Inc. durante la conferenza stampa del 15 aprile riguardo lo sviluppo della ricerca sui vaccini con tecnologia mRNA.

La notizia di queste ore è che Moderna Inc. ha annunciato di aver stipulato un accordo con l’Agenzia governativa statunitense BARDA (Autorità biomedica di ricerca e sviluppo avanzata) dal costo di 483 milioni di dollari per accelerare lo sviluppo del vaccino mRNA-1273 contro il coronavirus.

Vaccino Coronavirus: l’accordo governativo per completare il vaccino

Il finanziamento servirà a sostenere la produzione su larga scala del vaccino entro il 2020. Sebbene non sono ancora stati pubblicati i dati sulla prima sperimentazione del vaccino sull’uomo – riguardante la prima inoculazione avvenuta il 14 marzo scorso -, il National Institute of Health (il sistema sanitario nazionale statunitense) sta investendo su Moderna Inc., affinché possa completare l’iter del vaccino in tempi brevi.

Entro il secondo trimestre del 2020 si prevede il completamento dello studio della fase 2 (quella del richiamo e dell’estensione a diverse coorti di età della sperimentazione).

Il Ceo di Moderna Inc. Stéphane Bancel ha espresso dichiarazioni confortanti sullo sviluppo della ricerca contro il coronavirus che lasciano ben sperare sulla possibilità di un vaccino da diffondere entro l’anno: “investendo ora nel nostro processo di produzione su larga scala per consentire una produzione su larga scala per la risposta alla pandemia, – ha dichiarato il CEO di Moderna Inc. – crediamo che saremmo in grado di fornire milioni di dosi al mese entro il 2020”.

Le due fasi di studio di Moderna

Lo studio della fase 1, iniziato il 16 marzo scorso, si è svolto su 45 volontari adulti sani dai 18 ai 55 anni in tre coorti (25 µg, 100 µg e 250 µg). Il National Institute of Health ha recentemente modificato il protocollo della Fase 1 per includere altre sei coorti: tre coorti di adulti (56-70 anni) e tre coorti di adulti anziani (71 anni e oltre). Moderna Inc. fa sapere che è tutt’ora in corso il reclutamento di nuovi volontari per il completamento dello studio della fase 1.

Qualora i dati relativi allo studio della Fase 1 fossero confermati (soprattutto per quanto riguarda gli effetti sicuri dell’inoculazione), entro giugno potrà essere completato lo studio della Fase 2 sul vaccino mRNA-1273 anti-coronavirus che consiste nel richiamo somministrato agli stessi volontari della Fase 1.

Il fatto che, mentre proseguono gli studi sul richiamo (Fase 2), si possano svolgere analisi su altre coorti, con l’auspicio che siano confermati i risultati della Fase 1 (la prima inoculazione) è l’obiettivo di BARDA che punta ad una strategia di accelerazione dei tempi. Infatti, è stato proprio Rick Bright, direttore di BARDA a richiamare l’attenzione sulla necessità di poter disporre tempestivamente di un vaccino contro il coronavirus: “la consegna di un vaccino sicuro ed efficace per un virus in rapida diffusione richiede un’azione accelerata. L’obiettivo di BARDA è di mettere a disposizione il vaccino il più rapidamente possibile e di prepararsi ora a sperimentazioni cliniche in fase avanzata”.

Dal conto suo, Moderna Inc. fa sapere che “i dati clinici dimostrano che la tecnologia di vaccino proprietaria di Moderna è stata generalmente ben tollerata e può suscitare risposte immunitarie durature agli antigeni virali”.

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L'autore: Eugenio Galioto

Sociologo, un passato da ricercatore sociale e un presente da analista politico. Scrivo principalmente di economia e politica interna. Amo il jazz, ma considero l'improvvisazione qualcosa che solo i virtuosi possono permettersi.
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