Fase 2 coronavirus e matrimoni: come ci si potrà sposare

Pubblicato il 29 Novembre 2020 alle 06:33 Autore: Claudio Garau

Fase 2 coronavirus e celebrazione matrimoni: quali sono le novità previste? come ci si potrà sposare per garantire il rispetto del divieto di assembramento?

fase 2 Contratto di convivenza come funziona e lo scopo. I requisiti da rispettare
Fase 2 coronavirus e matrimoni: come ci si potrà sposare

A breve sarà finalmente esecutivo l’annunciato nuovo Dpcm recante “misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale” (qui il testo completo del documento). La direttiva fondamentale è però sempre legata a ragioni di prudenza e sicurezza. Pertanto continueranno a valere anche a partire da maggio, le note misure di distanziamento sociale, che assicurerebbero un minor rischio di contagio da Covid-19. Ma cosa succede ai matrimoni? potranno essere celebrati? e se sì, a quali condizioni? Facciamo il punto.

Se ti interessa saperne di più sulla nuova app Immuni e le dichiarazioni del Garante della Privacy sulla tutela dei dati personali, clicca qui.

Fase 2 coronavirus e gli spostamenti: le ultime novità

Dai primi di maggio, in ogni caso, si potrà parlare di graduale allentamento delle restrizioni e dei divieti. Il nuovo Dpcm, varato il giorno 27 aprile 2020, infatti, concede ad ogni individuo di spostarsi all’interno dei confini della propria regione a condizione che sussistano “comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità“. In particolare, le ragioni per le quali sarà ammesso di allontanarsi dalla propria abitazione sono: impegni di lavoro, motivi di salute, urgenze non rinviabili e visite ad un familiare o congiunto “purche’ venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento interpersonale di almeno un metro e vengano utilizzate protezioni delle vie respiratorie“. Sarà anche possibile fare ritorno presso il proprio domicilio o residenza dopo lo stop imposto con il decreto del 22 marzo: una buona notizia per gli studenti fuori sede e i trasfertisti. Ma ricordiamo che per muoversi da un comune all’altro sarà comunque obbligatoria l’autodichiarazione, da convalidarsi da parte di un membro delle forze dell’ordine. Insomma, i controlli permangono e rimane il divieto verso “tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute” (art. 1 del decreto citato, lettera a). Tuttavia, nuove ed aggiuntive disposizioni relative alla mobilità e agli spostamenti restano possibili per i governatori regionali e i sindaci che, potranno dare seguito a specifici provvedimenti con efficacia territoriale, come già sta succedendo in questi giorni.

Le novità circa le celebrazioni dei matrimoni

Come accennato sopra, novità anche per i matrimoni programmati e finora rimandati causa coronavirus. Ebbene, in virtù delle nuove disposizioni di cui al Dpcm pronto a diventare pienamente esecutivo dal 4 maggio, le celebrazioni dei matrimoni non sono più impedite per motivi sanitari, bensì potranno svolgersi, ma non tramite le consuete e più o meno affollate cerimonie pubbliche, civili e religiose. Ciò ovviamente allo scopo di evitare assembramenti che possano rappresentare una minaccia di contagio virale.

Se ti interessa saperne di più sulla separazione in Comune, come funziona in concreto l’accordo e dettagli, clicca qui.

In concreto, il Dpcm del 27 aprile dispone il permesso alla celebrazione del rito che sancisce l’unione coniugale, ma con pochissime persone presenti:

  • gli sposi;
  • il celebrante;
  • i testimoni.

Nelle recenti disposizioni adottate dal Governo si trova infatti che: “Ovunque il rito si svolga alla sola presenza dei nubendi e dei testimoni e siano rispettate le prescrizioni sulle distanze tra i partecipanti esso non è da ritenersi tra le fattispecie inibite dall’emanazione delle norme in materia di contenimento dell’attuale diffusione epidemica di Covid-19“. Concludendo, il Viminale ha avuto modo di ribadire che non sono incluse nel divieto di assembramento, le celebrazioni liturgiche senza la partecipazione dei fedeli ed invece circoscritte ai soli celebranti e agli accolti necessari per l’officiatura del rito. Insomma matrimoni sì, ma senza i festeggiamenti e i banchetti tipici: per questi ultimi bisognerà attendere di ritornare ad una maggior normalità della vita sociale.

Segui Termometro Politico su Google News

Hai suggerimenti o correzioni da proporre?
Scrivici a
redazione@termometropolitico.it

L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
    Tutti gli articoli di Claudio Garau →