Viaggi all’estero: dove andare dal 3 giugno, aperte le frontiere

Pubblicato il 20 Maggio 2020 alle 12:57 Autore: Daniele Sforza

Viaggi all’estero: dove si potrà andare a partire dal 3 giugno, giorno in cui l’Italia aprirà le frontiere? Ecco cosa sapere a riguardo.

Viaggi all'estero dove andare dal 3 giugno
Viaggi all’estero: dove andare dal 3 giugno, aperte le frontiere

Il turismo è certamente il settore tra i più penalizzati dalla pandemia di Covid-19. Per questo motivo, e quindi per rilanciare la categoria, a partire dal 3 giugno l’Italia riaprirà le frontiere, ma non a tutti. La riapertura dei confini sarà riservata solo ai cittadini dell’area Schengen, compresi residenti in Svizzera e a Monaco. Non sarà previsto alcun periodo di quarantena, né obbligo di autocertificazione: in questo modo si cercherà di attirare il turismo europeo nel Belpaese, senza troppi paletti.

Viaggi all’estero: dove si potrà andare?

Un progetto che sulla carta non sembra particolarmente sicuro per la salute dei turisti e dei cittadini italiani, ma a quanto pare sarà tutto sotto la stretta sorveglianza dell’Ecdc, ovvero il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. A questo ente spetterà il compito di mappare l’intero territorio Ue e individuare eventuali flussi di viaggiatori tra aree dove i casi positivi sono più elevati e quindi le zone a rischio.

Diverso il discorso per gli altri Paesi europei ed extraeuropei. Può dunque risultare utile capire dove andare questa estate – se si preferiscono mete estere – e a cosa si andrebbe incontro. Nella maggior parte dei casi, comunque, è prevista una quarantena di 14 giorni.

Germania e Austria

La Germania dovrebbe riaprire le frontiere a partire dal 15 giugno, ma non ci sarà un ritorno alla normalità. Per quanto riguarda le vacanze, infatti, i turisti dovranno abituarsi a qualcosa di diverso dall’ordinario.

Al momento non è possibile varcare il confine con l’Austria. Il Paese vorrebbe evitare l’ingresso degli italiani anche nei prossimi giorni. In ogni caso la situazione attuale prevede una sospensione dei voli con l’Italia fino a venerdì 22 maggio, e una sospensione dei collegamenti ferroviari rimasta fino al 25 giugno.

Viaggi all’estero: la situazione in Svizzera, Francia e Belgio

Al momento la Svizzera ha aperto i confini, ma sono ancora in vigore i controlli alla frontiera e non è possibile recarsi nel Paese elvetico per motivi turistici. Il Paese deciderà autonomamente, indipendentemente da quanto stabilito negli altri Paesi.

Anche la Francia, come la Germania, dovrebbe riaprire le frontiere a partire dal 15 giugno. Al momento il confine con l’Italia è aperto, ma non ci si può recare nel Paese transalpino per motivi turistici. Chi viene da un altro Paese non dovrà sottoporsi alla quarantena, ma è bene sapere che attualmente le frontiere con Schengen rimangono chiuse e così sarà fino a metà giugno.

Sarà un turismo prevalentemente interno quello in Belgio di quest’estate. Il popolo, abituato a passare l’estate in Francia, Spagna e Italia, dovrà accontentarsi delle sue bellezze. Al momento chi arriva in Belgio deve sottoporsi a un periodo di auto-isolamento domiciliare della durata di 14 giorni (anche se ogni caso è valutato singolarmente).

Grecia, Cipro e Croazia

Due Paesi meno toccati dal Covid-19 che potrebbero sottrarre turisti a Italia e Spagna sono certamente Grecia e Croazia. Tuttavia, anche il Paese ellenico, così come Francia e Germania, aprirà le frontiere il 15 giugno, ovvero 12 giorni dopo la riapertura dell’Italia. Dal 1° giugno sarà possibile attraversare il confine per motivi di lavoro e visitare i familiari, ma le strade del turismo si riapriranno da metà giugno. Probabilmente saranno richiesti dei test negativi ai turisti prima che effettuino la partenza e l’accoglimento di turisti dall’estero sarà graduale e diversificato in base al Paese di provenienza.

Cipro riapre le sue frontiere al turismo straniero a partire dal mese di luglio, ma dovrebbero esserci dei corridoi turistici personalizzati, dedicati prevalentemente ai residenti dei Paesi meno colpiti dall’epidemia, come Danimarca, Norvegia, Grecia, Israele e Islanda.

Anche la Croazia si sta preparando alla stagione turistica, che entrerà nel vivo nel bimestre luglio-agosto. Tuttavia, in questo Paese si sta ragionando sui protocolli di sicurezza da adottare, non solo per i turisti che provengono dall’estero, ma anche per le strutture ricettive che li accolgono.

Viaggi all’estero in Spagna e Portogallo: come funziona

La Spagna apre le frontiere agli italiani, revocando il blocco di traghetti e aerei provenienti dalla penisola. A differenza dell’Italia, tuttavia, nel Paese iberico vige l’obbligo di quarantena della durata 14 giorni per chi arriva dall’estero.

Anche il Portogallo punta forte sul turismo per rilanciare la sua economia. Il Paese che si affaccia sull’Atlantico ha reagito bene e prontamente all’epidemia e non è stato toccato alla pari del suo Paese confinante, la Spagna.

Gran Bretagna e Irlanda

Per chi viene dall’estero è previsto attualmente un periodo di isolamento domiciliare della durata di 14 giorni. Inoltre, in entrambi i Paesi, bisognerà compilare un modulo indicando tutti i dati richiesti finalizzati a un facile reperimento per essere contattati senza problemi.

Viaggi all’estero fuori dall’Europa: la situazione in Canada e Australia

Spostandoci fuori dai confini europei, si può trovare una situazione molto diversa. In Canada, ad esempio, stando al Quarantine Act in vigore, chi entra nel Paese deve affermare di avere un posto dove poter restare isolato per la durata di 14 giorni.

Non è consentito viaggiare in Australia, ma per torna nel Paese-continente è previsto un periodo di quarantena di 14 giorni.

E in Asia: Cina, Giappone, Corea del Sud e Hong Kong

Spostandoci in Asia, in Cina è previsto un periodo di autoisolamento domiciliare di 14 giorni per chi arriva dall’estero.

Chi arriva in Giappone si dovrà sottoporre a un test in aeroporto, salvo poi rispettare comunque un periodo di quarantena presso specifico luogo da raggiungere tramite mezzo privato.

Costosa la quarantena in Corea del Sud: oltre a essere tracciati con la famosa applicazione, bisognerà pagare anche 75 euro al giorno per il periodo di quarantena che dura minimo 15 giorni.

Stesso discorso a Hong Kong: anche qui si sarà tracciati con un apposito braccialetto elettronico, si sarà sottoposti al test e si dovrà passare un periodo di 14 giorni di quarantena.

Segui Termometro Politico su Google News

Scrivici a redazione@termometropolitico.it

L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
Tutti gli articoli di Daniele Sforza →