Concorso scuola 2020: data, quando si fa e chi può accedere?

Pubblicato il 25 Maggio 2020 alle 14:55 Autore: Guglielmo Sano

Concorso scuola 2020: maggioranza raggiunge l’accordo. La prova scritta si terrà non prima dell’autunno, non ci sarà il test a risposta multipla

Aula scolastica
Concorso scuola 2020: data, quando si fa e chi può accedere?

Concorso scuola 2020: le varie anime della maggioranza di governo hanno finalmente trovato un accordo. La prova scritta si terrà non prima dell’autunno, non ci sarà il test a risposta multipla.

Concorso scuola: eliminato il test a risposta multipla

Alla fine, è passata la proposta di Pd e LeU, sposata anche dai sindacati: niente test a risposta multipla per il prossimo concorso scuola. La selezione per il reclutamento di migliaia di insegnanti avverrà tramite una vera e propria prova scritta, in pratica, un elaborato. Un modo per preservare il principio meritocratico, ha commentato soddisfatto il raggiungimento dell’accordo il ministro dell’Istruzione Azzolina che, in prima battuta, avanzava l’ipotesi di predisporre un test a crocette già ad agosto così che le immissioni in ruolo per l’anno scolastico 2020-2021 avvenissero sulla base delle graduatorie stilate a seguito della selezione.

Bisognerà aspettare almeno fino a ottobre

Per quanto riguarda la data, il prossimo concorso sembra destinato a tenersi con l’anno scolastico già più che cominciato: con molto tutta probabilità bisognerà aspettare almeno fino ad ottobre (andamento dei contagi permettendo, insomma, non si terrà prima dell’autunno). Detto ciò, gli insegnanti potranno comunque prendere servizio in base alle Graduatorie d’Istituto (saranno a disposizione delle scuole a partire dal primo di settembre). Queste tempistiche varranno, pare di capire, non solo per la selezione straordinaria ma anche per i concorsi ordinari che saranno organizzati sia per la scuola secondaria che per quella primaria e dell’infanzia.

Il principio meritocratico è stato davvero preservato?

Grande attesa intorno al prossimo concorso scuola volto al reclutamento di migliaia di docenti precari con più di 36 mesi di servizio. Tuttavia, al malcontento dovuto alla lunga attesa del via libera sembra essersi aggiunto anche quello relativo alle modalità di valutazione degli insegnanti. In molti infatti ritengono che la correzione di elaborato non permetta di applicare un metodo di correzione trasparente e oggettivo. Al di là di questo, alcuni chiedono che vengano rimodulati i punteggi assegnati alla prova (che in questo momento vale 80 punti mentre i titoli fino a 20). Le modifiche potrebbero avvenire a margine del voto sul Decreto scuola il cui esito definitivo, il provvedimento dovrà affrontare diversi passaggi parlamentari, arriverà intorno al 7 giugno.

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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