Sciopero scuola 8 giugno 2020: orari e motivazioni, ecco perché

Pubblicato il 1 Giugno 2020 alle 11:21
Aggiornato il: 24 Giugno 2020 alle 23:32
Autore: Guglielmo Sano

Sciopero scuola: i sindacati annunciano una mobilitazione per l’ultimo giorno di lezione seppur a distanza di questo anno scolastico

Sciopero scuola 8 giugno 2020: orari e motivazioni, ecco perché
Sciopero scuola 8 giugno 2020: orari e motivazioni, ecco perché

Sciopero scuola 8 giugno 2020: i sindacati si mobilitano per protestare contro le linee guida elaborate dal Ministero dell’Istruzione in vista del ritorno in aula fissato per settembre e le modalità con cui è stato stabilito che si svolgerà il prossimo concorso per i docenti precari.

Sciopero scuola: sindacati e Ministero non trovano l’accordo

Sciopero scuola – I sindacati Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda annunciano una mobilitazione per il prossimo 8 giugno. In molte regioni si tratta dell’ultimo giorno di lezione seppur a distanza dell’anno scolastico in corso. Alla base dello stato di agitazione, la netta “bocciatura” del Decreto Scuola da parte dei rappresentanti delle associazioni di categoria. Dopo la fiducia sul provvedimento, cresce la preoccupazione sulle modalità di gestione del ritorno in aula a settembre. Al di là delle norme anti-contagio – con la richiesta ritenuta prioritaria di ridurre il numero degli alunni per classe – è mancato l’accordo sulle cifre stanziate per il comparto. Il Miur ha riservato circa un miliardo e mezzo di euro (Decreto Rilancio) per la ripresa delle attività in presenza mentre per i sindacati sarebbero necessari almeno 4 o forse 5 di miliardi. Detto ciò, un altro aspetto non trascurabile alla base della diatriba tra rappresentanti della categoria e ministero, è quello che riguarda il prossimo concorso per il reclutamento dei docenti precari.

Cosa chiedono le associazioni di categoria

Sciopero scuola – Dunque, sembra che la decisione di procedere a un concorso in autunno e non all’assunzione dei precari con almeno 3 anni di servizio attraverso una selezione per titoli già a settembre, contestualmente all’inizio del nuovo anno scolastico, sia in cima ai motivi che hanno fatto scattare la protesta dei sindacati. Tale motivazione si aggiunge a quella inerente alle risorse stanziate dal ministero per “tornare in sicurezza alle attività in presenza” giudicate esigue. Le associazioni di categoria, quindi, chiedono che si rispetti il limite di 20 alunni per classe in presenza di studenti disabili e, in parallelo, si vada a potenziare l’organico non solo dei docenti ma anche del Personale Ata (con annessa stabilizzazione via concorso degli assistenti amministrativi facenti funzione di DSGA). Infine, la mobilitazione prevista per l’intera giornata dell’8 giugno è stata indetta anche a seguito del rifiuto del Miur di andare incontro alla richiesta dei sindacati su messa in sicurezza degli edifici e ulteriore potenziamento tecnologico. Insomma, il governo avrebbe previsto per la scuola un piano di aggiustamento e non un programma di interventi straordinari, secondo le associazioni di settore.

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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