Congedo straordinario retribuito 2020: quanto dura e come funziona. I beneficiari

Pubblicato il 15 Giugno 2020 alle 13:35
Aggiornato il: 24 Giugno 2020 alle 23:27
Autore: Guglielmo Sano

Per assistere di un proprio familiare convivente titolare di legge 104 è possibile usufruire di un congedo straordinario retribuito di massimo due anni

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Congedo straordinario retribuito 2020: quanto dura e come funziona. I beneficiari

Per assistere di un proprio familiare convivente titolare di legge 104 è possibile usufruire di un congedo straordinario retribuito di massimo due anni. Ecco come funziona la misura.

Congedo straordinario: due anni di aspettativa per Legge 104

Tra i benefici concessi dalla Legge 104 per assistere un familiare disabile non esistono solo i permessi mensili ma anche il congedo straordinario retribuito. In base a quest’ultimo, in sostanza, è possibile usufruire di un periodo di aspettativa retribuita che può arrivare a un massimo di 2 anni nell’intero arco della vita lavorativa per ciascun familiare disabile riconosciuto nei parametri imposti dalla normativa. Ciò significa anche che se il familiare di un disabile usufruisce di un anno di aspettativa, un altro familiare per lo stesso disabile potrà usufruire soltanto dell’anno rimanente. Altro esempio sulle modalità di fruizione: se un lavoratore assiste la madre disabile per un anno usufruendo del congedo, in un secondo momento, potrà assistere il coniuge disabile per solo un altro anno.

A chi spetta? Quanto è retribuito?

Il congedo straordinario riconosciuto per l’assistenza a un familiare disabile nel quadro della Legge 104 può essere usufruito esclusivamente dai lavoratori dipendenti, anche in part-time, per un coniuge, genitore, figlio, fratello o sorella, parente o affine entro il terzo grado convivente. Usufruendo dell’aspettativa si ha diritto a un’indennità pari all’ultima retribuzione percepita comprensiva di tredicesima, oltre all’accredito dei contributi figurativi. Per il 2020, l’importo massimo annuo che può essere erogato a titolo di indennità non può superare i 48.738 euro, invece, la contribuzione massima annua non possono superare i 12.092,89 euro. La domanda relativa all’erogazione dell’indennità va inoltrata online tramite il sito Inps, anche avvalendosi dell’ausilio di un patronato: nella maggior parte dei casi l’indennità viene anticipata dal datore di lavoro che poi sarà rimborsato dal suddetto ente previdenziale.

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità
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