Social TP: Atlantia, lettori favorevoli alla revoca delle concessioni

Pubblicato il 29 Giugno 2020 alle 09:00 Autore: Eugenio Galioto

Social TP: Atlantia, lettori favorevoli alla revoca delle concessioni, Chiedono giustizia per le vittime di Genova e il ritorno alla centralità dello Stato.

Social TP: domanda sulla revoca delle concesioni ad Atlantia (Benetton)
Social TP: Atlantia, lettori favorevoli alla revoca delle concessioni

A conclusione degli Stati Generali dell’Economia, il Premier Conte aveva promesso che entro la settimana il governo avrebbe sciolto la spinosa questione della revoca delle concessioni autostradali ad Atlantia di proprietà della famiglia Benetton.

Giovedì scorso un vertice di maggioranza avrebbe dovuto definire i termini della questione e scegliere se revocare o confermare le concessioni, ma la seduta si è risolta con un nulla di fatto.

Nel frattempo, noi di Termometro Politico abbiamo voluto lanciare ai nostri lettori su Facebook la nostra consueta domanda social per testare la sentiment analysis del “popolo della rete” sul tema.

Sempre come consuetudine, vi proponiamo qui i commenti più rappresentativi tra favorevoli e contrari alla revoca delle concessioni ad Atlantia.

Ricordiamo che non si tratta di un sondaggio scientifico condotto su un campione rappresentativo, bensì di una sentiment analysis sulla base delle risposte e dei commenti dei nostri lettori.

Atlantia: la maggior parte è per la revoca, residuale il numero dei contrari

La stragrande maggioranza dei lettori di Termometro Politico si è espressa favorevolmente alla revoca delle concessioni autostradali ad Atlanti: ben 1.012 “Sì” contro 129 “No”.

Ma se per quanto riguarda il voto non siamo di fronte a maggioranze bulgare, le cose cambiano leggendo i commenti pervenuti. Sono infatti centinaia i lettori che vorrebbero togliere ad Atlantia il controllo delle autostrade, in ragione delle responsabilità attribuite alla società guidata dai Benetton n merito alla tragedia consumatosi a Genova nel 2018, con il crollo del Ponte Morandi.

Di fronte alla molteplicità dei commenti favorevoli alla revoca, la cui eterogeneità ci ha consentito di suddividere i lettori per tipologie (ovvero per categorie sintetiche) – dagli “statalisti” ai “giustizialisti”, passando per coloro che reclamano più sicurezza nelle autostrade -, il fronte dei contrari alla revoca appare decisamente residuale.

Lo Stato riprenda il controllo delle autostrade: gli “statalisti”

Tra i “favorevoli” spicca il gruppo degli “statalisti”, ovvero di coloro i quali ritengono che gli asset strategici nazionali (tra cui, appunto, la rete autostradale) debbano essere controllati dallo Stato e non da compagnie private. “Lo stato deve avere controllo di tutti gli asset strategici nazionali, non solo autostrade. – scrive un no nostro lettore – I prossimi step devono essere comunicazioni ed energia. Ovviamente devono andare di pari passo organi di controllo per evitare speculazioni”. “È lo Stato che deve essere proprietario e soprattutto gestore di tutte le risorse strategiche: strade, autostrade, acqua, luce, gas ecc. – gli fa eco un altro – Purtroppo tutto è stato privatizzato, nonostante le strutture di base siano state finanziate con soldi pubblici che sono le tasse pagate dai cittadini. Le società private o parastatali fanno arricchire solo i dirigenti ed i titolari delle società, al contrario gli investimenti sono risibili”. Un altro lettore è ancora più incisivo: “se le opere infrastrutturali sono a carico degli ITALIANI perché devono gestire i privati?”. Un altro ancora sentenzia: “lo stato deve NAZIONALIZZARE tutto ciò che è di utilizzo pubblico energia elettrica, gas, acqua e tlc sono esigenze basilari di ogni POPOLO”.

Un altro è risoluto: “la revoca è il vero monumento alle vittime innocenti acché in un futuro statalizzato altre non siano!…”, mentre un altro ancora richiama alle responsabilità della gestione statale di tutto ciò che è di interesse pubblico: “sono favorevole…lo Stato dovrebbe prendersi la responsabilità di gestire tutto ciò che è pubblico”. Dello stesso avviso è un altro lettore, per il quale “i monopoli naturali devono essere di pertinenza dello Stato”, per cui – afferma un altro – “lo Stato è lo Stato, non può impoverirsi affidando le gestioni ai privati”.

Un altro lettore, invece, argomenta così la propria posizione anti-liberista: “le cose fatte con soldi nostri (lo stato siamo noi cittadini) devono essere gestite dallo stato. Vorremmo si, uno stato efficiente. Chi lavora per ditte statali non deve avere privilegi o pensare che non possa essere licenziato se fa cose illegali. Gli imprenditori se vogliono gestire dei servizi, se li devono costruire con i soldi loro. Quindi autostrade, ferrovie, aerei, scuole e sanità deve essere saldamente dello stato, nostra, perché siamo sempre noi che paghiamo nel bene e nel male”. “Spero che li siano revocate le concessioni, da una e per tutte, – afferma un lettore – e mai più le infrastrutture in mano ai privati..Altrimenti sarebbe da promuovere un referendum..”.  Un altro, deciso, invoca la revoca per “tutti i concessionari, le autostrade le abbiamo pagate noi cittadini e devono essere statali”, mentre un altro aggiunge che non è “possibile che le imprese ad alto valore aggiunto si danno a privati e le decotte le tiene lo stato.”

C’è chi attribuisce alla corruzione della classe politica l’affidamento ai privati della res pubblica: “questione di principio. Lo Stato ha costruito le autostrade con i soldi di tutti poi ne ha concesso la gestione a società private. Al di là del giudizio sulla qualità della gestione (da crimimali) la privatizzazione è stata una scelta politica per creare un soggetto che eroga mazzette continue a Tutta la classe politica e questo spiega perché ad oggi ancora si discute sulla revoca”.

Ancora più statalista il commento di un altro lettore che scrive:“ritengo forse sbagliando che autostrade trenitalia Alitalia ospedali scuole debbano essere gestite dallo stato. Perché un’azienda privata lavorerà solo x il proprio tornaconto personale. Lo stato non deve guadagnare miliardi. Deve fornire un servizio eccellente e pagare tutti i dipendenti che ci lavorano”.

Sono considerazioni, queste, che rivelano come, dopo decenni di privatizzazioni e di egemonia del libero mercato, stia emergendo un nuovo senso comune che vede il pubblico riacquisire quella centralità perduta con le politiche, avviate a partire dagli anni Novanta, che hanno visto cedere ai privati la proprietà e il controllo di molti enti pubblici: “Sì. I privati aprano pizzicherie. Le infrastrutture devono essere pubbliche”; “Ad un privato non interessa il bene pubblico. Le megastrutture che costituiscono l’ossatura di una nazione devono essere pubbliche: strade, acqua, istruzione, sanità giustizia, luce, gas, comunicazioni..”; “L’Italia va rifondata. La morale ed etica deve essere la radice della politica e del politico che deve perseguire il bene comune. Basta disugualianze”; “Se proprio devo pagare un pedaggio (il più basso possibile), i soldi vadano allo Stato che li riinveste. Mai più soldi a Benetton. REVOCA”; “Sono d’accordo e condivido pienamente la revoca al benetton, visto l’incuria. Di questi personaggi, con la complicità anche della politica..dirigente.e lo stato che deve prendere in mano la gestione con dei controlli seri e efficaci, e troppo importante vivere in sicurezza”; “non si può restare in mano a sciacalli economici che badano ai loro profitti senza guardare alla sicurezza degli utenti quasi 100 vittime tra Acqualonga e ponte Morandi quanti ancora devono morire per togliergli la concessione a questa famiglia spa dove a sta per assassini”;“L’Italia deve liberarsi di tutti coloro che pensano solo al proprio profitto a discapito della vita di innocenti, in ogni settore!Solo così potremo ripartire veramente!”

“I Benetton devono pagare”: tra i “Sì” molti chiedono giustizia per le vittime di Genova

C’è anche chi reclama giustizia contro le società private che, secondo questa rappresentazione, perseguono i propri interessi a scapito della collettività e dell’interesse generale. “Strade, ponti, ferrovie, marina aeronautica, banche tutte statali – scrive un lettore – via i pubblici ladri corrotti sciacalli ci sono politici che si acquisiscono i meriti e le opere di chi vuole il bene del popolo italiano non di ruberie x arricchirsi pene rigide x i colpevoli giudici militari”, mentre un altro rincara la dose: “le autostrade sono degli italiani, le hanno costruite i nostri nonni, i nostri padri è noi adesso con il sacrificio e il contributo di tutti. Per cui chi ha affidato questo bene comune ai Benetton… È un criminale ma saranno peggio quelli che ancora adesso le rivogliono affidare”. Un altro ancora insiste sull’autorevolezza che dovrebbe assumere lo Stato nei confronti di Atlantia: “la revoca è necessaria per dare un po di credibilità ad uno stato, dileggiato in modo vergognoso. È anche un modo per dare giustizia ai deceduti. Non si può permettere che il profitto sia un valore a discapito dell’onestà”. Stessa considerazione – la necessità di arginare gli interessi dei privati – espressa in un altro commento favorevole alla revoca: “basta con questa impunità per i Capitalisti che pensano solo ad accumulare sempre maggior profitto, non rispettando gli impegni assunti, con la complicità, la sudditanza delle formazioni politiche”.  Un altro lettore reclama giustizia per le vittime del Ponte Moraldi e si dichiara favorevole alla pubblicizzazione delle infrastrutture: “se sono colpevoli devono pagare non possono essere premiati io sono del parere che le strutture devono essere pubbliche e non private anche perche’ con I privati si fanno sempre imbrogli allora bisogna evitare…..”. C’è anche chi mette in discussione la scelta originaria di affidare la concessione delle autostrade ad Atlantia: “non si è mai saputo, lo Stato Italiano a che cifra ha dato la concessione di Autostrade ai Benetton. Tutto secretato. Non ne capisco le motivazioni, dato che le autostrade sono state costruite con i soldi degli italiani”. Un altro commento, pur non assumendo la necessità di un controllo pubblico, ritiene sia legittimo da parte dello Stato intervenire per revocare la concessione e riappaltare il servizio ad altri: “è nella natura delle cose: se l’ente concessionario si rivela inadeguato, come i Benetton hanno ampiamente dimostrato di essere, l’autorità pubblica ha diritto di risolvere il contratto e cercare un soggetto che dia maggiori garanzie in questo senso”. Un altro lettore ancora si scaglia direttamente contro Benetton, percepiti come parte di un élite capitalistica agiata che si disinteressa delle sorti dei cittadini e pensa solo ad arricchirsi: “si quanto prima la cuccagna deve finire i Benetton devo sparire non bastano i morti del ponte Morandi e tutti i miliardi che hanno accumulato nei loro forzieri”.

Più specificamente, questa categoria che, per certi aspetti, si sovrappone a coloro che ritengono che i settori strategici dell’economia vadano nazionalizzati, può essere definita “giustizialista”, perché si esprime direttamente contro i Benetton ritenuti responsabili della tragedia dell’agosto 2018 a Genova. Essi sono convinti che la revoca della concessione è, per l’appunto, un fatto di giustizia. Questi commenti non esprimono necessariamente una concezione politica a proposito della pubblicità/privatizzazione degli asset economici strategici in generale, ma accusano Atlantia di aver recato un danno insormontabile al popolo italiano e, perciò, meritevole di essere punita con la revoca innanzitutto. Riportiamo alcuni dei commenti più rappresentativi: “dico a voce alta Siii, lo dobbiamo ai 43 morti sul ponte Morandi”; “hanno dimostrato di non essere all’altezza. È giusta la revoca”; “Sono più che favorevole alla revoca della concessione perché non fanno altro che occuparsi degli interessi delle proprie tasche fregandosene di noi che percorrendo le autostrade rischiamo la nostra vita”; “Sono assolutamente favorevole alla revoca delle concessioni a questi personaggi privi di scrupoli che vivono ed operano sempre e solo venerando il dio soldo, sono morte persone innocenti, chi sbaglia paga”; “Un ente che ha dimostrato svariate e gravissime carenze nella costruzione, gestione, e manutenzione di un servizio fondamentale per la nazione (in Italia la stragrande maggioranza delle merci si muovono via gomma) non può continuare più a farlo!”; “Certo, assolutamente revoca, sono di Genova, abito a 300 metri dal ponte, ho visto le macchine volare giù, un boato come un terremoto e poi tanto dolore”; “Le Autostrade italiane stanno cadendo a pezzi. Questa é una vera e propria strategia criminale. Cosí i Benetton si pappano anche i lavori di ricostruzione. Sulle Autostrade ci guadagnano 3 volte: Con i pedaggi, con i rincari e con i lavori di ricostruzione. L’ hanno pensata proprio bella, questi ladri. Occorre fermarli”; “Aboliamo! Ci sono state troppe mancanze nella concessione ai Benetton! Le autostrade fanno pena e purtroppo ci sono state troppe vittime!”; “Si assolutamente la revoca è necessaria senza speculazione e sperando che la Soc Autostrade sia all’altezza di rendere un servizio decente nei riguardi degli automobilisti Italiani”; “Favorevolissima alla revoca, le loro opere sono malefatte e si intuisce il perché…….creando poi morte, ma che se ne fregano adora il dio denaro!!!”.”Si la revoca ai Benetton è giusta perche’ non hanno fatto giuste munutenzioni e percio’ sono morte 43 persone.Non è giusto tutto questo, le famiglie piangono ancora i loro defunti”; “Si vanno revocate perché non hanno tenuto mai conto di ciò che era dovuto, pur avendo preso impegni. I risultati sono stati gravississimi e s permettono di alzare anche la voce per intascare ancora”;“Non sono degni SAPEVANO che poteva cedere ma era più importante il DENARO delle vite dei cittadini ITALIANI; “Mi pare inconcepibile che la revoca non sia stata ancora messa in essere, che si aspetta? Altre vittime di questi incapaci e crudeli amanti del guadagno a tutti i costi, calpestando le spese per le manutenzioni?”;  “Ancora i parenti delle vittime aspettano giustizia, nn è possibile lasciare le concessioni ai Benetton, x la loro incuria sono morte 43 persone innocenti….”; “Si sono favorevole alla revoca non sono più credibili e affidabiliMeritano rispetto e giustizia le persone che hanno perso la vita e i loro familiariHo perso amici e io non dimenticherò mai la sofferenza mia e dei loro familiari”; “Si, bisogna togliere le concessioni ai Benetton perché pur di guadagnare non hanno fatto controlli e manutenzione infischiandosene della sicurezza dei cittadini tutti nonn solo di chi percorre le autostrade, hanno provocato una stragecon 43 vittime”; “Si, ritengo sia corretto nei confronti delle vittime, della cittadinanza e della sicurezza della popolazione che quotidianamente utilizza autostrade, non rinnovare alcuna fiducia alla famiglia Benetton”.

Ancora più espliciti i commenti di chi vorrebbe da parte di Atlantia un risarcimento danni per le famiglie delle vittime: “sono favorevole non solo alla revoca della concessione ma anche all’obbligo di risarcimento dei danni provocati sia alle famiglie colpite negli affetti più cari sia allo Stato Italiano”; “revoca veloce e risarcimento per le morti e danni di incuria manutentiva”.

Più decisi a ottenere giustizia quei lettori, tra i più “giustizialisti”, che vorrebbero non solo che Atlantia risarcisse le famiglie delle vittime e lo Stato per le conseguenze del servizio inefficiente e delle negligenze, ma che i responsabili siano processati: l”l’autostrada fa vomitare 🤮 non ci hanno reinvestito un ‘euro fanculo lavori che durano decenni e pagare è un furto premeditato benetton in galera 😡”; ““Si! Non solo revoca ma carcere a vita a quelli che non hanno fatto le manutenzioni e quelli che facevano risultare che tutto fosse a posto! O le vite di quelle persone e delle loro famiglie non vale niente!”; “La revoca ai benetton e un dovere, per rispetto a tutti quelli che sono morti per causa di mancata manotenzione, sono 42 morti, e dovrebero contannarli per 42 anni oltre la revoca”; “Se la magistratura e neutra gli italiani voglio giustizia per i morti innocenti del Ponte Morandi!!!!”; “A parte la revoca deve risarcire tutti i familiari delle vittime e tutti i danni per non aver tenuto la manutenzione di tutte le strutture. Andiamo in causa voglio proprio vedere il giudice che li daranno ragione”.

 Si distingue dai precedenti il commento di un lettore che non si dichiara favorevole alla revoca delle concessioni, ma ritiene in ogni caso giusto vincolare Atlantia a effettuare controlli di sicurezza e interventi di manutenzione, senza costi aggiuntivi per i cittadini: “le autostrade devono essere gratuite e i Benetton devono garantire la loro sicurezza a spese proprie per i prossimi 10 anni”. Della stessa idea un altro lettore che, però, ritiene giusta la revoca: “si vanno revocate, ma prima dovrebbero mettere in sicurezza le infrastrutture a loro spese”.

La questione della sicurezza autostradale

Sono molti i lettori che richiamano l’attenzione sulle negligenze da parte di Atlantia in merito ai controlli di manutenzione e messa in sicurezza: “Per aumentare i dividendi hanno tralasciato le manutenzioni e corrotto chi doveva controllare con i risultati che conosciamo di Genova e tanti altri posti, che altro serve per agire con giustizia contro queste scorrettezze? FUORI DA AUTOSTRADE!!!!!”; “Hanno falsificato i report sulla sicurezza, diminuito drasticamente gli investimenti sulla manutenzione, e aumentato sempre più i pedaggi tanto da farli diventare i più cari d’ Europa e perciò sono favorevole a togliere le concessioni ai Benetton, anzi lo dovrebbero aver fatto già da tempo”; “Sono dei criminali si revoca subito è vedremo tante opere pubbliche sorgere in breve tempo è durante gli anni a seguire ricevere la giusta manutenzione”; “non si può lasciare la concessione a una società che nn ha investito i guadagni in sicurezza!”;“Certo, sono favorevole! La Benetton non solo non ha fatto la corretta manutenzione, ma ha cercato, dopo la strage, di coprire le proprie responsabilità. E in ogni caso è lo Stato che deve garantire il pieno controllo delle opere pubbliche in particolare quelle in cui gli utenti sono i cittadini”; “Si viaggia senza nessuna sicurezza su tutte le autostrade italiane l’unica e quella di dover pagare il pedaggio sempre più caro, del Salernitano ci sono tratti di autostrada che fanno paura a passarci sopra con un auto, figuriamoci con un tyir carico. Si devono vergognare per il tipo di gestione e sicurezza che danno agli Italiani”; “Revoca.Da quanto risulta dai dati forniti sino a oggi, non solo non effettuavano manutenzioni appropriate ma falsificavano i controlli sullo stato di salute dei ponti e viadotti attraversati ogni giorno da migliaia di veicoli fregandosene della vita delle persone.Dove stàla coscienza?”;”Si, perché non hanno fatto i dovuti controlli tralasciando la manutenzione di loro competenza”; “Si. I dati oggettivi hanno dimostrato che Atlantia non ha investito I ricavi nella manutenzione delle autostrade dei viadotti e dei ponti”; “Assolutamente sì! Benetton ha tratto solo vantaggi economici da questa concessione, ma non ha assolto ai doveri di manutenzione e prevenzione dei pericoli che la gestione gli imponeva. Sarebbe assurdo perseverare! Nessuna concessione, lo Stato deve riprendersi il controllo!”; “Certo, che sono favorevole, alla revoca, non solo, fanno poca manutenzione, ma i pedaggi sono più care al mondo, e molte volte senza servizi”.

“Né con lo Stato, né con i Benetton”: gli “scettici” e i “pragmatici” contrari alla revoca ad Atlantia

Benché non favorevoli alla conservazione delle concessioni autostradali ad Atlanti con le attuali regole, alcuni nostri lettori hanno mostrato scetticismo circa la possibilità che, qualora lo Stato riprendesse in mano la gestione del servizio autostradale, possa essere più efficiente e garantire maggiore sicurezza.

Questa tipologia cui abbiamo attribuito il nome di “scettici” vorrebbe da parte di Atlantia la garanzia di maggior controlli di manutenzione e messa in sicurezza delle strade.

Ad esempio, scrive un lettore “scettico”: “Certo che se lo stato gestisce le autostrade come gestisce tutto il resto…chi scommette che avremo meno costi, più manutenzione ed efficienza? Io non scommetto neppure un centesimo e prevedo, da ottimista, il disastro”. Una lettrice, invece, si dichiara apertamente contro la revoca ad Atlantia, riconoscendo tuttavia la necessità di controlli sulle manutenzioni: “sono contraria ma è necessario che vi siano dei controlli severe sulle manutenzioni”. Un altro, senza tentennamenti, riconosce che la gestione pubblica sarebbe peggiore di quella di Atlantia, per cui è necessario che i privati si occupino della manutenzione e che lo Stato intervenga operando un controllo: “no non sono favorevole perché Anas sarebbe peggio bisogna obbligarli a fare le manutenzioni e lo stato deve controllare”. “La colpa non e dei Benetton. – asserisce un lettore -MA Chi di dovere doveva controllare, Fiducia si MA controllo Meglio”.

Non mancano poi alcuni lettori che si dichiarano contrari alla revoca non per motivi “ideologici” – come gli statalisti tra coloro che sono favorevoli –, bensì per ragionamenti di natura “pragmatica”.

Un lettore espone in modo rigoroso la sua analisi circa l’impossibilità da parte dello Stato di prendere in mano la gestione del servizio autostradale: “No  1) Non è questo il momento, ora devono assumersi le proprie responsabilità e mettere la rete viabile in condizioni di sicurezza 2) fare una gara per un nuovo gestore non è cosa semplice, ci vuole il tempo necessario e non sono meno di 2 anni 3) riportarla allo stato? ANAS oggi non è assolutamente in grado di farlo”.

Tra questi “pragmatici” c’è chi richiama l’attenzione sulla complessità del rapporto tra Stato e mercato, irriducibile alla questione “affidamento gestione ad Atlantia Sì/No”. Un lettore, ad esempio, precisa che le concessioni autostradali “non sono della famiglia Benetton ma di una società in cui il gruppo Benetton è presente. La cosa non è per nulla marginale visto che in quella società di sono anche molti fondi e probabilmente anche chi scrive contro ha dei risparmietti messi in banca”.

Non mancano poi, sempre tra i pragmatici, coloro che si preoccupano per le sorti dei lavoratori e degli operai del gruppo Atlantia, per cui sarebbe preferibile che le concessioni siano mantenute e che lo Stato subentri nel ruolo di controllore: “e gli operai che lavorano per loro che fine faranno???? Lascino le concessioni MA CONTROLLI, CONTROLLI, E ANCORA CONTROLLI…. altrimenti le penali da pagare le pagano i politici di tasca loro????”.

Un altro super-partes sulla revoca insiste affinché sia tutelata l’occupazione dei dipendenti di Atlantia: “penso a quei 6000 e forse più operai che ci lavorano salvaguardare il posto di lavoro per il resto si può discutere”.

Decisamente contrario un lettore che ritiene che se la gestione delle autostrade fosse in mano allo Stato sarebbe peggio, in quanto “lo stato deve regolare e vigilare, se fa l’imprenditore fa solo danni”: “Quanto ci costerebbe? In secondo luogo: le facciamo gestire ad anas, società rilevata dalle Ferrovie dello stato perché praticamente fallita data la gestione capestro?”. “No anas peggio che mai. – rilancia un altro lettore – Bisogna obbligarli a fare le manutenzioni e lo stato deve controllare ma seriamente”.

Stupisce, ad ogni modo, la scarsa presenza di commenti contrari alla revoca, soprattutto l’assenza di coloro che sarebbero disposti a conservare la gestione delle autostrade per come è attualmente. Infatti, anche coloro i quali si dichiarano contrari alla revoca, ritengono che lo Stato debba intervenire in modo più efficiente nei controlli sull’operato di Atlantia, da cui ci si aspetta, in ogni caso, un servizio migliore per quanto riguarda la manutenzione stradale, la garanzia di sicurezza della rete e un costo della gestione assolutamente più ridotto.

Come abbiamo sottolineato all’inizio, sembrerebbe che la strage del Ponte Morandi abbia fatto emergere una coscienza diffusa sui limiti delle politiche di privatizzazione e basate sull’affidamento ai privati della gestione dei servizi pubblici che si esprime, innanzitutto, contro Atlantia e per una richiesta di giustizia, ma che più in generale tende a mettere in luce la necessità che lo Stato assuma nuovamente nelle sue mani la gestione e il controllo della cosa pubblica e degli asset strategici della nostra economia.

Ricordiamo, in ogni caso, che l’analisi qui svolta non ha un valore scientifico, in quanto basata sul “sentiment” dei commenti dei nostri lettori su Facebook; non si basa, dunque, su alcun campionamento statistico, né pretende di assurgere a generalizzazioni scientifiche.

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L'autore: Eugenio Galioto

Sociologo, un passato da ricercatore sociale e un presente da analista politico. Scrivo principalmente di economia e politica interna. Amo il jazz, ma considero l'improvvisazione qualcosa che solo i virtuosi possono permettersi.
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