Recovery fund: Conte riferisce in Parlamento prima del vertice

Pubblicato il 17 Luglio 2020 alle 11:19 Autore: Eugenio Galioto

Recovery fund: Conte riferisce in Parlamento prima del vertice: “no a compromessi a ribasso, le sovvenzioni siano coerenti con le proposte sul tavolo”

Giuseppe Conte
Recovery fund: Conte riferisce in Parlamento prima del vertice

Dopo l’intenso Consiglio dei ministri di questa notte, nel quale si sono decise le sorti di Autostrade per l’Italia, con i Benetton messi all’angolo e invitati a uscire dal gruppo, il Premier Conte si è presentato in Parlamento per riferire della trattativa europea in corso sul Recovery fund in vista del Consiglio europeo di questo fine settimana.“Quando sono in pericolo le fondamenta dell’Ue nessuno Stato può avvantaggiarsi a scapito di altri” – ha detto il Presidente del Consiglio. “In questo grave tornante della storia Ue o vinciamo tutti o perdiamo tutti”, ha aggiunto il Capo del governo, il quale ha ribadito come la decisione europea sul Recovery Fund sia “stata senza precedenti”, poiché va a modificare “i termini del rapporto tra commissione e governi nazionali”. “Adesso sono i singoli Stati a essere richiamati ad una maggiore responsabilità indicando i propri progetti di rilancio. – spiega Conte – Tocca ora a noi, capi di Stato e di governo, assumere una decisione altrettanto coraggiosa”. Quindi, ha garantito “dopo la pausa estiva, presenteremo a Bruxelles il nostro piano di ripresa e resilienza, saremo i primi”.

Recovery fund, Conte: “no a compromessi al ribasso”

Il governo è ben consapevole di quanto i tempi per l’attivazione del fondo (Recovery fund) siano determinanti per la ripresa economica dell’Italia. “Riteniamo cruciale che la decisione del Consiglio Ue sia assunta entro luglio e non sia svilita da un compromesso a ribasso“, ha affermato il Presidente Conte, il quale ha aggiunto “sarebbe inaccettabile dal punto di vista politico, economico e anche morale. Non lo meritano le decine di migliaia di vittime, le imprese che stanno affrontando le conseguenze della pandemia”. Perciò ha assicurato che “con spirito europeo continuerò a lavorare come sempre affinché al tavolo del Consiglio europeo prevalga la logica di una comunità di interessi basata su valori condivisi”.

Per questo il Premier ritiene sia “fondamentale” che il Recovery fund, così come sarà deliberato alla fine della trattativa tra i Ventisette, presenti un “volume di sovvenzioni coerente con la proposta sul tavolo”, vale a dire finanziamenti a fondo perduto, anziché prestiti come vorrebbero i Paesi frugali, necessari alla realizzazione del Recovery plain che il governo sta licenziando.

Finora, nelle trattative tra i” Ventisette”, secondo il Premier, l’Italia ha avuto un ruolo decisivo: “Mai come oggi possiamo affermare che l’Italia ha contribuito in misura decisiva a orientare le risposte” che l’Europa è chiamata a dare “per essere all’altezza della sua storia, della sua civiltà, del suo destino”. “La crisi determinata dalla pandemia è simmetrica. – ha ripetuto il Premier, dopo averlo ribadito più volte alla Merkel e nel corso di questi ultimi mesi. Per cui “il Consiglio Ue deve mostrarsi all’altezza di una coraggiosa visione, non può mancare un obiettivo di portata epocale”, perché – precisa Conte – “solo uniti riusciremo a rendere l’Ue di nuovo forte”.

Il voto sulle risoluzioni in Parlamento

Dopo l’informativa del Premier, si sono svolte le votazioni alla Camera sulle risoluzioni in vista del vertice europeo di questo fine settimana. La risoluzione di maggioranza è stata approvata con 286 voti favorevoli, rapportati ai 227 voti contrari. Bocciata la risoluzione di +Europa che avrebbe voluto l’attivazione del Mes. A votare con +Europa anche Italia Viva di Renzi, in netta contrapposizione con il parere del governo. Forza Italia, che pure sull’attivazione del Mes nei giorni scorsi si era dichiarata a favore, non ha partecipato al voto. In totale sono stati 402 i voti contrari alla risoluzione di +Europa.

Stessa sorte la risoluzione del centrodestra, bocciata alla Camera con 285 voti contrari, a fronte dei 228 voti favorevoli.

Tuttavia, Recovery fund a parte, è proprio sul Mes che continuano ad esserci pareri discordanti all’interno della stessa maggioranza. La maggioranza del Pd è convinta che non usare il Mes “sanitario” (senza condizionalità per le spese sanitarie) sarebbe un’occasione mancata. “Con il Mes ci saranno a disposizione 36 miliardi di prestiti a tasso agevolato senza condizionalità e senza Troika“, ha riferito Piero De Luca, il quale ha poi aggiunto: “ci sarà unico vincolo, quello degli investimenti diretti e indiretti per la sanità. Non è questo l’oggetto del prossimo vertice e non bisogna decidere ora sull’uso di queste misure ma proprio per questo chiediamo alle forze politiche di sgombrare il campo da dibattiti ideologici e di decidere, dopo l’ intesa sul bilancio, in modo pragmatico sulla necessità reale di attivare gli strumenti previsti. Per questo l’auspicio è di raccogliere la sfida ambiziosa lanciata dal Pd e da Zingaretti: non perdiamo l’occasione di creare il sistema più efficiente di Europa”.

Di tutt’altro avviso il M5S che ribadisce: “Il no del movimento al Mes ci viene detto che è ideologico ma noi vogliamo aspettare le carte e decidere con un unico criterio: conviene ai cittadini o no? Chi ci dice che il Mes è cambiato dice un’inesattezza: l’ente erogante è sempre il solito e non c’è alcun cambiamento valido giuridicamente per dire che il Mes è cambiato. Affrontiamo questo argomento pensando al traguardo e non all’ostacolo” – ha replicato il deputato pentastellato Ricciardi che ha rivendicato l’operato della maggioranza nel conseguire validi obiettivi “nel negoziato europeo. Ma il rischio è che “la strada fatta fin qui” possa incontrare “uno scoglio che si chiama Mes”.

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L'autore: Eugenio Galioto

Sociologo, un passato da ricercatore sociale e un presente da analista politico. Scrivo principalmente di economia e politica interna. Amo il jazz, ma considero l'improvvisazione qualcosa che solo i virtuosi possono permettersi.
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