Coronavirus ultime notizie: boom in Romania, cosa rischia l’Italia

Pubblicato il 23 Luglio 2020 alle 08:50 Autore: Daniele Sforza

Coronavirus ultime notizie: boom di casi in Romania. Ecco quali sono i rischi per l’Italia e gli ultimi aggiornamenti sulla diffusione del Covid in Europa.

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Coronavirus ultime notizie: boom in Romania, cosa rischia l’Italia

Coronavirus ultime notizie: il boom dei casi positivi in Romania preoccupa l’Italia. Come è ben noto, i legami tra romeni e italiani sono molteplici. Molti romeni, tornati nel proprio Paese per visitare le proprie famiglie o durante l’emergenza Covid-19 in Italia, ora stanno tornando sul nostro territorio. Molti di loro sono colf e badanti e hanno compito di assistenza familiare per le persone più anziani e deboli. Il timore è che, vista la mancata quarantena e le disposizioni di controllo assenti attualmente per chi entra nel nostro Paese dalla Romania, diversi positivi possano varcare i nostri confini e, anche inconsapevolmente (è il caso degli asintomatici), diffondere nuovamente il virus. Mancano opportuni controlli insomma, come i tamponi per chi arriva dall’Europa dell’est (al momento ci sono solo per chi viene da Serbia, Montenegro e Kosovo).

Coronavirus ultime notizie: il punto della situazione in Romania

In Italia vivono e lavorano più d 1 milione di romeni (1.207.919 per l’esattezza). Al 31 dicembre 2019, secondo i dati Istat, è la comunità straniera residente in Italia più numerosa, sopra quelle di Albania, Ucraina e Moldavia. E attualmente le frontiere sono aperte.

Andando a vedere cosa sta accadendo nel Paese dell’Europa orientale sotto l’aspetto sanitario, scopriamo che nelle ultime 24 ore i nuovi casi sono stati 1.030 (contro i 994 della giornata precedente), il numero più elevato registrato nel Paese. Il numero dei casi totali ha raggiunto quota 40.163, mentre per quanto riguarda i decessi (27 nelle ultime 24 ore) sono stati 2.101 in totale. Gli attualmente positivi sono 13.399, ma è l’andamento dei contagi a preoccupare, vista la curva in progressivo aumento.

Nessun controllo per chi proviene dai Balcani

Sulla situazione dei mancati controlli è intervenuto anche il vicepresidente dell’Associazione nazionale dei datori di lavoro domestico, Andrea Zini, che ha puntualizzato come al momento non ci siano “norme che tutelano le famiglie e questi lavoratori sono a contatto con soggetti fragili”. C’è preoccupazione anche perché “non c’è una soluzione chiara”. L’obiettivo è fare a livello nazionale quanto fatto già in Veneto dal governatore Luca Zaia, che ha disposto isolamento e tamponi per chi lavora nel settore dell’assistenza domiciliare e non e proviene da un Paese extra Ue. Il richiamo di Zini lascia spazio all’intenzione di adottare questa condotta a livello nazionale anche per chi proviene dai Balcani, al momento tra le zone europee più colpite dal virus. Il rischio elevato, infatti, è che si vadano a creare nuovi focolai nel nostro Paese, conseguenza che deve assolutamente essere evitata.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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