Legge 104: come restare a casa propria coi permessi

Pubblicato il 14 Agosto 2020 alle 09:51
Aggiornato il: 25 Agosto 2020 alle 16:26
Autore: Daniele Sforza

Se siete titolari di Legge 104 e dovete assistere un familiare disabile potete anche restare a casa: lo ha stabilito una recente sentenza della Cassazione.

Legge 104 come restare a casa
Legge 104: come restare a casa propria coi permessi

Ci sono delle novità importanti in merito alla Legge 104 perché la Corte di Cassazione, con una recente sentenza, è intervenuta sul tema della fruizione del permesso retribuito per assistere il familiare disabile, stabilendo che il titolare della 104 che svolge attività di caregiver può anche restare presso il proprio domicilio e non deve necessariamente recarsi nell’abitazione dell’assistito. Vige però la solita condizione che gli interessi del disabile devono essere assolutamente prioritari.

Legge 104: caregiver può anche restare a casa propria

La sentenza della Cassazione a cui si fa riferimento è la n. 16930 del 12 agosto 2020, quindi piuttosto recente. La Corte ha trattato il caso di una lavoratrice licenziata perché rea di essere rimasta nella propria casa durante le giornate di permesso retribuito, salvo recarsi dal fratello disabile solo per piccole frazioni durante la giornata. La lavoratrice, però, restava sì nella sua casa, ma sempre in posizione di attesa, aspettando che il fratello disabile la chiamasse per avere assistenza. Nella sentenza si precisa che la donna “era rimasta l’intera mattinata nell’esclusiva disponibilità del fratello, il quale avrebbe potuto in qualsiasi momento richiedere la sua assistenza”.

La priorità deve essere l’assistenza al familiare disabile

Agendo in questo modo la lavoratrice aveva prestato un’assistenza graduata verso il fratello disabile, non contraddicendo quanto previsto dalla normativa. Infatti non c’è sempre il bisogno di restare in casa del familiare disabile, a condizione che il lavoratore non persegua “lo svolgimento di attività nell’esclusivo interesse” di se stesso, “quali l’essersi recato in vacanza, aver partecipato ad attività di personale interesse” o altre condotte del genere che andrebbero a incrinare il rapporto di fiducia con il datore di lavoro.

Legge 104: i chiarimenti della Cassazione

La Cassazione ha ribadito come sia sottile il filo tra ciò che si può fare e ciò che non si può fare e questo viene espresso da diverse sentenze della Cassazione, che però, va detto, in alcuni casi sono interpretate in senso molto lato. Difatti la finalità di chi fruisce i permessi retribuiti garantiti dalla Legge 104 è sempre la stessa, ponendo in priorità l’assistenza nei confronti del parente disabile. In ogni caso, quindi, serve “verificare se l’eventuale esercizio di altre attività o la semplice attesa dell’occorrente assistenza, come nel caso che qui occupa, possano integrare un uso legittimo del permesso”.

Concludendo, un conto è restare nella propria casa e rispondere tempestivamente al bisogno di assistenza del parente disabile; un altro è starsene sempre nella propria casa, ma porre in priorità i propri interessi e in secondo quelli del parente da assistere.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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