Come dare le dimissioni telematiche: quando scattano e significato

Pubblicato il 30 Settembre 2020 alle 05:33 Autore: Claudio Garau

Dimissioni telematiche: cosa sono in concreto, da quando sono previste e perchè. Qual è la procedura da utilizzare e quali sono gli obblighi

Come dare le dimissioni telematiche: quando scattano e significato
Come dare le dimissioni telematiche: quando scattano e significato

Oggigiorno la procedura per dare le dimissioni è diversa rispetto al passato. Il rapporto di lavoro – come ben sappiamo – non sempre procede a gonfie vele e sono tante le possibili ragioni che spingono un dipendente con il posto fisso a cambiare aria: una migliore occasione di lavoro presso altra azienda, la volontà di trasferirsi all’estero, il desiderio di “mettersi in proprio”, ma non solo. In ogni caso, se il lavoratore intende concludere l’esperienza lavorativa con un certo datore di lavoro, deve dare le dimissioni, oggi denominate “dimissioni telematiche“. Qui di seguito spieghiamo di fatto in che cosa consistono tale dimissioni e qual è il meccanismo che le riguarda.

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Dimissioni telematiche: di che si tratta? perché sono previste?

Come dice la stessa espressione, le dimissioni telematiche consistono in un recesso del lavoratore dal contratto di lavoro, attuato attraverso un dispositivo collegato ad internet. Da qualche anno, come accennato, la procedura è cambiata e si è “digitalizzata” sia allo scopo di diventare più veloce, sia per porre fine alle scorrette pratiche dell’azienda che non di rado “imponeva” le dimissioni stesse al lavoratore, impedendogli di fatto di scegliere di sua spontanea volontà. Si trattava delle ben note “dimissioni in bianco“, ovvero un’abitudine di non pochi datori di lavoro, i quali facevano sottoscrivere al neoassunto una lettera di dimissioni senza data, che poi sarebbe stata usata dal datore stesso, per allontanare il dipendente se ritenuto non più utile all’attività.

Ecco allora che a partire dal 12 marzo 2016 è stata introdotta una procedura ad hoc, con le dimissioni telematiche attivabili via pc, accedendo all’apposito servizio presente nel sito web del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Per questa via, è oggi possibile dunque appurare l’effettiva identità del lavoratore (dato che viene identificato attraverso apposite credenziali) e la sua sostanziale volontà di andare via.

Infatti, D.M. del 15 dicembre 2015, in relazione a quanto previsto nel D. Lgs. n.151 del 2015, individua le modalità di recesso e soprattutto il modulo delle dimissioni telematiche e della risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, la loro revoca, gli standard da seguire, le regole tecniche di compilazione del modulo e di trasmissione al datore di lavoro e all’Ispettorato Territoriale del Lavoro competente.

Per completezza, ricordiamo che detta procedura di dimissioni telematiche deve essere seguita in ipotesi di:

  • dimissioni volontarie;
  • dimissioni per giusta causa;
  • risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.

La legge consente al lavoratore un libero accesso alla procedura di dimissioni telematiche in quanto anche il contratto di lavoro, come tutti i contratti, è caratterizzato anche da quella che, nel diritto civile, prende il nome di “libertà negoziale”. Essa comporta di fatto che ogni contraente, compreso il lavoratore, è assolutamente libero di sottoscrivere o meno un dato contratto ed impegnarsi a rispettarlo; analogamente, lo stesso lavoratore è libero di recedere, ovvero interrompere il rapporto di lavoro che scaturisce da quel contratto, laddove non sia più interessato a far protrarre gli effetti del contratto stesso. Si tratta infatti di libertà contrattuale, che vale sia per il datore di lavoro, che per il lavoratore.

Qual è la regola essenziale da rispettare in caso di dimissioni?

Tuttavia, le dimissioni telematiche non sono caratterizzate da totale libertà per il lavoratore: oltre a dover seguire una apposita e formale procedura online, ci sono regole anche riguardo alle tempistiche da rispettare. Infatti, il dovere essenziale per il lavoratore che intende andarsene è il rispetto del periodo di preavviso di dimissioni, come previsto dall’art. 2118 del Codice Civile. In buona sostanza, il dipendente deve comunicare al datore, con congruo anticipo, la sua volontà di concludere l’esperienza lavorativa. Ciò in quanto la legge vuole garantire all’azienda un tempo sufficiente per consentire al datore di lavoro di riorganizzare la propria attività. Insomma, il lavoratore non può andarsene dall’oggi al domani, e deve anzi rispettare il citato periodo di preavviso previsto dal CCNL valevole per il suo rapporto di lavoro.

Occorre rimarcare che la durata del preavviso non è fissa, ma cambia in relazione alla categoria legale attribuita al lavoratore, ma anche in relazione a fattori come l’anzianità di servizio in azienda e il livello di inquadramento. In ogni caso, l’interessato dovrà leggere con attenzione cosa dice il CCNL di riferimento.

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Come dare le dimissioni?

Come detto, la procedura per le dimissioni telematiche è esclusivamente online, e può essere utilizzata sia dal lavoratore in modo autonomo, se in possesso di adeguate conoscenze informatiche, sia attraverso l’intermediazione di enti ed uffici abilitati (come ad esempio consulenti del lavoro, patronati e sindacati). Se intende far da solo, il dipendente deve ricordare che per fare l’autenticazione e procedere alla spedizione della comunicazione di dimissioni telematiche, è necessario avere il Pin dispositivo Inps (valevole fino al 14 novembre 2020, poi non sarà più possibile fare accesso al portale dei servizi del Ministero del Lavoro con questo meccanismo), oppure lo Spid, ovvero il Sistema Pubblico di Identità Digitale. Sarà così possibile per il lavoratore fare accesso allo spazio apposito in cui potrà compilare vari campi, necessari a formalizzare le dimissioni telematiche (come ad esempio le credenziali, i dettagli del rapporto di lavoro, il tipo di recesso, la data da cui le dimissioni sono efficaci ma non solo).

Concludendo, una volta ultimata la procedura, le dimissioni telematiche saranno comunicate al datore di lavoro con apposito messaggio nella PEC di quest’ultimo ed il lavoratore sarà liberato da ogni altro obbligo o vincolo.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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