Pensioni ultime notizie: Quota 41 dopo Quota 100 torna possibile. Il punto

Pubblicato il 15 Settembre 2020 alle 07:30 Autore: Daniele Sforza
Pensioni ultime notizie Quota 41 dopo Quota 100

Pensioni ultime notizie: Quota 41 dopo Quota 100 torna possibile. Il punto

Pensioni ultime notizie: primo obiettivo, ridurre la spesa pensionistica. Secondo obiettivo (non in ordine prioritario): garantire flessibilità in uscita. Un duo apparentemente inconciliabile, ma che potrebbe verificarsi, con annesse penalizzazioni sugli importi degli assegni previdenziali per chi dovesse decidere di uscire dal mondo del lavoro prima del tempo. E così, dopo Quota 100, torna di moda anche Quota 41, ovvero andare in pensione con 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica. In questo modo si supererebbe l’ostacolo determinato dalla fine di Quota 100, si supererebbe lo scalone dei 5 anni che si verrebbe a creare se non si dovesse fare nulla e si potrebbe anticipare l’età pensionabile prima dei 67 anni richiesti per la pensione ordinaria di vecchiaia.

Pensioni ultime notizie: nuova Quota 41 per tutti, come sarebbe

Il governo starebbe ragionando proprio su questo scenario, e i sindacati non ne sarebbero’ certo insoddisfatti. Ma cosa prevede la nuova Quota 41 che andrebbe a sostituire Quota 100 a partire dal 1° gennaio 2022 (la misura che prevede il pensionamento con 62 anni di età e 38 anni di contributi, infatti, scade il 31 dicembre 2021). I sindacati spingono da tempo sulla quota 41, ovvero sulla possibilità di uscire con 41 anni di contributi indipendente dall’età anagrafica. Attualmente questa opzione è percorribile solo dai lavoratori precoci, ovvero coloro i quali avevano all’età di 19 anni almeno 12 mesi di contributi versati, senza dimenticare gli altri requisiti richiesti.

Passare però alla Quota 41 pura, così com’è, come vorrebbero i sindacati, resta però un’utopia se si guarda al primo obiettivo che abbiamo esplicitato all’inizio dell’articolo, ovvero ridurre la spesa pensionistica. Passare da Quota 100 a Quota 41 per tutti potrebbe infatti costare circa 12 miliardi di euro già a partire dal primo anno. Per questo motivo sarebbero allo studio le già citate penalizzazioni sugli importi: sotto questo aspetto, non perde quota la Quota 100 rivista, con calcolo dell’importo interamente tramite metodo contributivo e penalizzazione sull’assegno del 2,8-3% per ogni anno di uscita anticipata.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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