Lavoro autonomo senza Partita Iva: come si fa e quando è possibile

Pubblicato il 14 Ottobre 2020 alle 11:45 Autore: Guglielmo Sano
Falegnameria

Lavoro autonomo senza Partita Iva: come si fa e quando è possibile

Si può esercitare attività di lavoro autonomo senza necessità di aprire una Partita Iva? La risposta a questa domanda è in generale affermativa, tuttavia, è necessario rientrare in alcuni paletti previsti dalla normativa per essere del tutto in regola dal punto di vista fiscale.

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Partita Iva: si deve aprire per forza per svolgere un lavoro autonomo?

Cosa viene considerato lavoro autonomo nell’ordinamento italiano? Si può definire autonomo ogni lavoratore che presta la propria opera “in proprio” cioè senza vincolo di subordinazione, talvolta fuori dal coordinamento col datore di lavoro, e senza essere inserito in modo strutturale nella società, organizzazione e così via di quest’ultimo. Non sempre per svolgere un’attività di lavoro autonomo è necessario aprire una Partita Iva: in sostanza, non è necessario se la natura della prestazione svolta è occasionale, cioè non abituale, comunque saltuaria o discontinua.

Esiste un limite fatturato?

D’altra parte, anche un’attività di lavoro autonomo per quanto occasionale potrebbe determinare la necessità di aprire una partita Iva. Ora, se le prestazioni svolte fanno superare la soglia di 5mila euro di compensi annui bisogna aprire una posizione previdenziale (per esempio, iscrivendosi alla gestione separata Inps). Di solito l’apertura di una posizione previdenziale è contestuale all’apertura di una Partita Iva. Dunque, si può riassumere quanto scritto dicendo che sotto i 5mila euro si può svolgere attività di lavoro autonomo senza partita Iva mentre se i propri compensi superano tale soglia bisogna aprirla.

Si può incorrere in una lunga serie di contestazioni

D’altra parte, superati i 5mila euro di compensi percepiti per attività occasionale, il lavoratore per legge è tenuto soltanto ad aprire una posizione previdenziale come si diceva: quindi, non è obbligato di fatto, esplicitamente, ad aprire una Partita Iva ma solo a versare i contributi. Il problema è che sopra questa soglia di fatturato si considera decaduto il requisito dell’occasionalità della prestazione anche se la legge non prevede la decadenza automatica del requisito al superamento della soglia dei 5mila euro. In sostanza, chi svolge una professione in maniera organizzata (lavora in ufficio, ha un sito etc…) e abituale (magari per lo stesso committente), superando i 5mila euro di compensi all’anno, senza aprire una Partita Iva potrebbe incorrere in una lunga serie di contestazioni da parte del Fisco.

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità
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